Poke House cresce e sbarca negli Stati Uniti. «In tre anni siamo passati da 0 a 40 milioni di euro di fatturato»

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Matteo Pichi e Vittoria Zanetti, co-founder di Poke House

Nel 2018 due amici, Matteo Pichi e Vittoria Zanetti, aprono il loro primo ristorante a Milano. Lui ha già venduto la sua prima startup a Glovo, lei ha sempre sognato un locale tutto suo. Puntano sul poke e sul digital. Il format piace ai clienti, convince gli investitori, e l’azienda cresce rapidamente. Oggi Poke House conta 75 locali in Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Regno Unito. E ha appena investito nella catena californiana Sweetfin, sbarcando così negli Stati Uniti. Lì, dove l’idea era nata pochi anni fa. «Mi sono imbattuta per la prima volta nel poke durante un viaggio in California» ci aveva raccontato Vittoria, 29 anni. «È un cerchio che si chiude» commenta oggi.

Poke House investe in Sweetfin, diventando primo azionista del brand. Il piano di sviluppo prevede 40 nuove aperture tra la West Coast, dove Sweetfin è già presente con 14 locali, il Texas e l’Arizona. E l’azienda continuerà a investire anche in Europa. In totale arriverà a 170 negozi diretti, per un fatturato atteso di oltre 100 milioni di euro.

«Facciamo il nostro ingresso nel mercato americano attraverso la porta principale, e attraverso un marchio iconico e amatissimo dai local» spiega il Ceo Matteo Pichi. «Siamo fieri ed entusiasti di essere arrivati, attraverso questa operazione, nel mercato di food retail e di food delivery più importante del mondo occidentale».

Da 0 a 40 milioni. E l’obiettivo di sbarcare in Borsa

«In soli 3 anni siamo passati da 0 a oltre 40 milioni di euro di fatturato, abbiamo aperto più di 70 location e abbiamo visto crescere la nostra squadra che oggi conta oltre 800 persone» dice ancora Matteo.

Per scalare, i due founder hanno puntato su cibo e retail, ma anche sul digital. L’azienda si definisce una foodtech più che una tradizionale catena di poke. Punta su click & collect, app, sistemi di pagamento, ha sviluppato un software (con un programma di fidelizzazione) che permette di intercettare i trend di consumo e adattare subito l’offerta. E usa lo stesso approccio data-driven anche per analizzare i dati delle piattaforme di delivery.

Nel 2021 l’azienda ha chiuso un round da 20 milioni di euro. E LinkedIn l’ha inserita tra le 10 startup italiane che continuano a crescere e assumere, seconda in classifica.

«L’operazione con Sweetfin dà ulteriore slancio alla nostra crescita, mettendo le fondamenta per un percorso che porterà in futuro alla quotazione di Poke House» assicurano i founder.

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