Arriva l’assistente virtuale che risponde alle email: l’idea di una startup italiana

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GIARRUSSO USERBOT

Un’assistente virtuale che, grazie all’intelligenza artificiale, genera email di risposta, complete e pronte da inviare. Si chiama Ovy. Ed è stato sviluppato e lanciato a livello mondiale dalla startup italiana Userbot.

«Tutto è iniziato come un esperimento interno ma ha funzionato in modo così sorprendente che abbiamo deciso di costruire un prodotto» spiega Antonio Giarrusso, founder e CEO di Userbot e startupper seriale. A 20 anni ha inventato iMatematica, un’app per ripassare la matematica che è diventata famosissima. A 26 Mobixeee, una startup che crea app per l’education e l’entertainment. Poi, il colpo di fulmine con l’intelligenza artificiale. Userbot, fondata nel 2017 a Milano, sviluppa infatti servizi di AI applicata alle conversazioni.

«Ovy nasce da un’esigenza reale e condivisa da tutti i professionisti, il nostro team in primis, che si ritrovano ogni mattina di fronte alla casella di posta elettronica piena» racconta Giarrusso. Secondo una ricerca di Mckinsey&Company, un lavoratore impiega in media circa il 28% della propria giornata lavorativa a rispondere alle email, oltre due ore al giorno.

OVY EMAILOvy permette di generare una risposta con un clic, scegliendo tra diverse opzioni. Riconosce il destinatario, elabora un testo coerente con il contenuto del messaggio. L’utente può indicare il registro e il tono da utilizzare, aggiungere eventuali informazioni specifiche prima dell’invio. L’assistente virtuale è multilingue, riconosce in tempo reale la lingua dell’email ricevuta e genera una risposta nella stessa lingua. Può essere integrato nella propria casella di posta elettronica (Gmail), tramite un’estensione di Chrome. Legge l’agenda in Google Calendar, in caso di appuntamenti da fissare. Ed è disponibile gratis, fino a 50 email, o in versione premium.

«L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nelle attività quotidiane è un plus per la gestione del tempo. In futuro, siamo certi che si instaurerà un’integrazione simbiotica tra l’uomo e la macchina basata su un’interazione minima» commenta Giarrusso.

 

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