Brunello Cucinelli: storia di un imprenditore illuminato

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Brunello Cucinelli

Re del cachemire, imprenditore e filosofo, Brunello Cucinelli ha lanciato un nuovo appello per salvare il nostro pianeta 

«Sappiamo, come umane creature, che anche la più povera delle persone è sempre tale» ha scritto l’umanista umbro al Sole 24. «Intraprendere la via della pace e rispondere prontamente alle difficoltà del nostro mondo pervaso da malattie, guerre e catastrofi naturali, questo quanto ha chiesto Cucinelli ai «saggi dell’umanità».

Solo ricostruendo un mondo cui si sia «tornati figli amorevoli del pianeta che ci ospita» e dove si viva rispettandolo, si può risolvere la corrente crisi umanitaria, secondo l’imprenditore filosofo.

Riconnettersi con la terra, dignità e rispetto, sono difatti alla base della sua idea di Capitalismo Umanistico, che lo ha reso famoso a livello internazionale. Facendone, peraltro, una vera fonte d’ispirazione per tutti gli imprenditori che vogliono fare la differenza e offrire condizioni lavorative dignitose ai propri impiegati.

 

Le origini contadine in Umbria

Eppure, Cucinelli non è sempre stato noto per la sua filosofia, o per l’azienda colosso del fashion che porta il suo nome. Anche lui come molti altri è partito dal basso.

Nato da una famiglia contadina a Castel Rigone, vicino Perugia, nel 1953, Brunello Cucinelli è cresciuto guardando il padre lavorare in condizioni ingiuste. È da lì che è scaturita la voglia di promuovere un’idea di lavoro che assicuri i dipendenti «una dignità morale ed economica».

Ha costituito una piccola società nel 1978, dopo aver abbandonato gli studi in Ingegneria ed ha conquistato subito il mercato del fashion con la sua tintura innovativa del cachemire. Conosciuto infatti come l’inventore del tuxedo grigio, Cucinelli è oggi acclamato come uno dei maggiori promotori del Made in Italy.

 

Il successo e la valorizzazione del borgo di Solomeo

Negli anni ‘80 si è poi trasferito a Solomeo dove ha comprato il castello trecentesco diroccato per farne la sua sede aziendale ed in seguito nel 2000 l’opificio in disuso ai piedi del borgo per i suoi impianti di produzione.

Pragmatico quanto umanitario, ha quotato la sua società in Borsa nel 2012 con la speranza di promuovere i suoi ideali e sviluppare un Capitalismo Umanistico che possa rendere l’Umanità più bella.

Alla ricerca della bellezza, si è impegnato anche a livello locale facendo di Solomeo una meta di arte e cultura, con la costruzione del Foro delle Arti e la Scuola di Alto Artigianato Contemporaneo per le Arti e i Mestieri nel 2013, alle quali si aggiungono i parchi del Progetto per la Bellezza nel 2014 con l’imperativo di valorizzare il territorio.

 

I rinascimenti per la filosofia umanista d’impresa

Molti i riconoscimenti per i suoi servizi umanitari, tra i più importanti spiccano il dottorato di ricerca in Filosofia Honoris Causa dall’Università degli Studi di Messina e la nomina a Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana nel 2018. Senza contare l’intervento “Capitalismo Umanistico e Umana Sostenibilità” al G20 di Roma dell’anno scorso.

Artigianato, lavoro come mezzo di dignità umana e una relazione rispettosa con la terra, questi i principi su cui ha costruito la sua società che oggi conta ricavi in crescita del 32.3%, con ricavi per 415,2 milioni di euro nella prima metà del 2022 e con circa 1 miliardo di profitto previsto per il 2024.

Una storia quella di Brunello Cucinelli che dimostra più di tutte che non c’è bisogno di sacrificare i propri valori, ma anzi è possibile investirci sopra, fare un’imprenditoria illuminata e costruire un’attività che serva da esempio.

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