C Heroes: 100.000 euro per le startup contro il Coronavirus

1
3348
c heroes startup
Fabio Cannavale, co-fondatore di Boost Heroes

Si può fare, sperimentare, innovare, usando la propria creatività, anche da casa. La “storia” delle startup è piena di idee rivoluzionarie nate nei garage e poi diventate imprese. E oggi più che mai serve l’impegno di tutti gli innovatori per affrontare l’emergenza Coronavirus. C’è anche chi li premia. B Heroes e la società di venture capital Boost Heroes hanno lanciato una call da 100mila euro per le startup italiane. L’iniziativa si chiama “C Heroes” (Coronavirus Heroes). Obiettivo: finanziare e sostenere progetti concreti, non solo sanitari, che possano contribuire a migliorare la vita delle persone.

Per partecipare alla call bisogna compilare il form sul sito www.bheroes.it/c-heroes/, presentando startup e progetto. La scadenza è il 31 marzo 2020. Ma la call potrebbe chiudersi anche prima. “Considerata l’estrema urgenza dettata dalla pandemia, le proposte ricevute verranno valutate a mano a mano che vengono presentate e la prima (o le prime) che saranno ritenute convincenti saranno immediatamente finanziate” spiegano gli organizzatori.

Nessun requisito troppo restrittivo: al contrario, possono partecipare tutte le startup italiane già costituite al 15 marzo 2020. Non ci sono limiti di tipologia o di categoria. Saranno valutati progetti di ogni genere. L’importante è che offrano un prodotto o un servizio che possa avere un impatto concreto e immediato nella vita delle persone.

Print Friendly, PDF & Email

1 COMMENTO

  1. La crisi economica che è alle porte è conseguenza del divieto di spostarsi.
    Tale divieto viene giustificato dal pericolo di contagio.
    Ma se si dispone di mezzi anti-contagio, tale divieto è revocabile e la crisi economica è evitabile.

    Purtroppo i divieti sono stato organizzati senza pubblicare nemmeno un numero a cui un inventore possa rivolgersi per comunicare le soluzioni che intravede,
    e così si esclude un patrimonio di idee e di sperimentazioni di cui i politici non si curano.

    Per di più tali divieti mi impediscono di produrre le mascherine a boccaglio, attualmente pat-pending, perché le fabbriche hanno avuto l’ordine di fermarsi.
    L’uso di questo boccaglio filtrante protegge in percentuale molto più elevata, e la produzione è rapidissima.

    Infatti la gran parte delle mascherine permette il passaggio di aria attraverso l’angolo nasale, e non hanno potere filtrante, quindi non proteggono.
    Distribuirne a milioni per non avere protezione è un ulteriore spreco.
    Invece il mio boccaglio realizza una tenuta stagna ed ha un elevato potere filtrante.

    Inoltre il boccaglio ha un supporto in plastica, ma i filtri sono dei dischetti economici e intercambiabili.
    Esiste un modello naso+bocca, che deve essere perfezionato, ma quello solo-bocca è già operativo.

    Per usarlo basta tappare il naso, oppure inspirare dalla bocca ed espirare dal naso, oppure indossare una maschera da sub che copre naso ed occhi, per accedere agli ambienti più rischiosi.
    Il boccaglio non permette di parlare. Questo non sempre è indispensabile, e cmq può essere superato da altri mezzi di comunicazione.

    Ma sicuramente ha tantissime possibilità di impiego e in tantissimi potrebbero spostarsi e lavorare.

    Ritengo possibile che si possa dar luogo ad una rapida produzione in massa di boccagli filtranti per consentire normali spostamenti a chi ne sia munito.
    Ho quindi bisogno che le ditte milanesi a cui mi sono rivolto abbiano il permesso di continuare il loro lavoro.
    Diversamente dovrò cedere all’estero il mio brevetto.

    Il vostro sito non permette di allegare immagini e non offre in evidenza un indirizzo email

    Giancarlo Caputi

    Napoli 3408894812
    http://www.capmann.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.