Cucinelli dona i capi invenduti durante il lockdown: un «dono all’umanità» da 30 milioni di euro

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brunello cucinelli
Foto Brunello Cucinelli

“Progetto a sostegno dell’umanità”. Con queste parole l’azienda di Brunello Cucinelli annuncia il suo piano di solidarietà: donerà tutti i capi invenduti durante i mesi del lockdown (per un valore di produzione di 30 milioni di euro) a favore dei più bisognosi. Per trasformare un dato aziendale negativo, dovuto alla pandemia, in un gesto positivo e concreto per la società. «Da diversi filosofi occidentali e orientali abbiamo appreso che non esiste il male assoluto come non esiste il bene assoluto» spiega l’azienda.

«Questo progetto che noi tutti definiamo “intenso” mi sembra che in qualche maniera elevi la dignità dell’uomo e renda onore a tutti coloro che hanno lavorato nella realizzazione dei capi» ha commentato Cucinelli.

«Camminerà di pari passo con l’altro, partito ormai diversi anni fa, che consiste nel riparare, recuperare e riutilizzare tutti i nostri prodotti. Tutto ciò va a completare il più grande progetto di “umana sostenibilità” nel quale da sempre abbiamo creduto e che ci piace riepilogare in: “clima ed emissioni, cura della terra e degli animali e cura della persona umana”».

Per l’imprenditore il progetto vuole anche essere un augurio verso il «tempo nuovo», di cui già aveva parlato in una lettera aperta nel pieno della pandemia.

Un Consiglio a sostegno dell’Umanità

I capi che saranno donati si trovano ancora nelle boutique Cucinelli.

«Il loro valore di manifattura, di stile e commerciale è lo stesso, ma il loro significato è fortemente aumentato. Perché ora diventano segno sensibile del nuovo modo di pensare il capitalismo che noi prediligiamo, e che vede nell’armonia tra profitto e dono uno dei suoi momenti umanistici più significativi». In una nota, l’azienda parla di “dono all’umanità”, “amabile risorsa”, “investimento per il futuro”.

Un consiglio costituito ad hoc, interno e composto da 10 persone, gestirà i capi e le donazioni. Con una rete di partner, invierà i pacchi contenenti i prodotti ai più bisognosi. Tutti con l’etichetta “Brunello Cucinelli for Humanity”. L’azienda non ha ancora specificato chi saranno i destinatari.

I dati del 2020 e la ripresa

Ieri il Cda di Solomeo ha aggiornato le stime di fatturato per il 2020.

«Su questo primo semestre ha fortemente influito la pandemia che si è abbattuta sul nostro Pianeta» ha detto Cucinelli. Le vendite sono diminuite di circa il 29% rispetto allo stesso periodo del 2019. Ma l’azienda è ottimista sulla performance dei prossimi mesi. Conta di chiudere l’anno con un calo di fatturato del 10%. «Immaginiamo altresì un 2021 in netta ripresa» sottolinea il re del cachemire.

«Stiamo lavorando senza aver effettuato licenziamenti e senza aver chiesto sconti di qualsiasi genere a nessuno» si legge in una nota. Il numero delle risorse umane è rimasto invariato: «Prima della pandemia eravamo 2.024 dipendenti e ora siamo al lavoro con tutti i nostri 2.024 dipendenti, di cui 1.000 a Solomeo e il resto negli spazi e nelle boutique di tutto il mondo». Prima del rientro, l’azienda ha garantito test sierologici e tamponi a tutto il personale di Solomeo. E, insieme all’Università di Perugia, effettuerà i test fino alla fine della pandemia.

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