Delivery di fiori, dolci, vini: Cosaporto chiude un round da 1,2 milioni di euro

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Stefano Manili e il team di Cosaporto.

Andare a cena da amici e non sapere cosa portare. Partendo dall’esigenza di trovare un regalo all’ultimo momento, Stefano Manili, 48 anni, un passato nella consulenza e nelle assicurazioni, ha avuto l’idea per la sua startup. Nel 2017 ha lanciato Cosaporto. La piattaforma permette di comprare online dolci, vini, fiori, prodotti gourmet o regali di design, con consegna a domicilio. Oggi il servizio è attivo a Roma, Milano, Torino, Londra, con un fatturato di 700mila euro (nel 2019) e 12 dipendenti. La startup ha da poco chiuso un round da 1,2 milioni di euro. L’aumento di capitale è stato sottoscritto da nuovi soci privati e Lazio Innova, attraverso Innova Venture, il fondo di venture capital lanciato dalla Regione Lazio.

«Fin qui abbiamo mantenuto un tasso di crescita a tre cifre e durante il Covid siamo cresciuti molto più del mercato di riferimento. Adesso lavoreremo per rafforzare la squadra, espandere il servizio su altre città, anche estere» ha detto Manili, Ceo e founder di Cosaporto. «Abbiamo in programma di aprire nuove sedi a Bologna e Firenze» aveva raccontato già ad aprile a Millionaire. «Nel frattempo, mi sono licenziato e buttato nell’impresa. Nel 2017 siamo partiti con un capitale di circa 100mila euro, raccolti fra amici e parenti, impiegati soprattutto per la tecnologia e il marketing. L’investimento successivo è stato sulle risorse umane: abbiamo uno staff di 12 persone, con una sede centrale a Roma e responsabili nelle varie città. A seguire sono arrivati investimenti per un milione». Fino al round appena annunciato.

«Abbiamo imparato molto facendo. Abbiamo capito che è importante coinvolgere i clienti nella comunicazione. Tenere duro sul modello di business. Avremmo potuto accettare le proposte di grandi catene che ci avrebbero fatto aumentare il fatturato, ma siamo rimasti fedeli alla nostra linea: i partner li scegliamo sulla base della qualità e del prestigio. Un consiglio? Non aspettarsi dei megasalti, di vendite e fatturati, ma accontentarsi anche solo di una piccola buona notizia al giorno».

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