Exit per eFarma: l’e-commerce dei farmaci acquisito da Atida. Zaccariello: «Così ho creato una startup a Napoli e oggi entro in un grande gruppo europeo»

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zaccariello efarma

«Ho avviato uno dei primi e-commerce di farmaci da banco in Italia quasi 10 anni fa, con l’ambizione di creare qualcosa di grande nella mia città, a Napoli, di attrarre qui i talenti e dimostrare che si può fare startup anche al Sud, grazie al digitale. Pensavo che un giorno sarei entrato a far parte di un grande gruppo internazionale. E sono orgoglioso che quello che avevo immaginato oggi si realizza». Così Francesco Zaccariello, 33 anni, founder e Ceo di eFarma, annuncia la sua exit. Ha appena venduto la startup (per una cifra a 7 zeri) ad Atida, piattaforma per la salute attiva in 9 Paesi europei, con 4 milioni di clienti e oltre 700 dipendenti. eFarma diventerà Atida Italia, manterrà team e sede a Napoli, e Francesco guiderà la nuova fase dell’e-commerce come Managing Director per il nostro Paese.

«Negli ultimi mesi sono entrato in contatto con diverse realtà, competitor, catene di farmacie, ho ricevuto anche offerte importanti, ma ho scelto Atida per la stessa visione che abbiamo sul futuro del business, verso crescita e innovazione. E non a caso la parola, in ebraico, significa proprio “futuro”».

Si apre un nuovo corso per la startup campana. Circa 80 dipendenti, 20 milioni di euro di fatturato nel 2020, un headquarter sul mare da 7000 mq. «Abbiamo rilevato un ex cantiere navale a Bacoli, a 50 metri dall’acqua, e lo abbiamo trasformato. Ci sono il magazzino e oltre 1500 mq di uffici in stile Google, con sleep box, solarium, una sala giochi». E pensare che tutto è iniziato in una cameretta.

«Da ragazzino mi piaceva vendere oggetti su eBay. Sono cresciuto in una famiglia di farmacisti, io sono la terza generazione (e l’evoluzione del farmacista tradizionale). Così, ai tempi dell’università, ho pensato di combinare la mia passione per l’e-commerce e i miei studi. L’idea è nata nel 2012. Allora non esisteva niente di simile, nemmeno la normativa che permettesse di vendere i farmaci online» racconta Francesco.

«La prima porta in faccia l’ho avuta da mio padre. Mi disse: “Questa è una follia, la farmacia è un luogo fisico. Pensa a studiare. Poi quando sarai farmacista, e autonomo, vedrai se creare la tua azienda, ma io non ne voglio sapere nulla”».

Così è stato. Dopo la laurea alla Federico II, Francesco avvia la startup. «Mi sono staccato dalla mia famiglia. Ho iniziato con un capitale indipendente da startupper, con la mia srl da 10mila euro». E difficoltà e porte in faccia non sono mancate.

L’Italia si è adeguata alla normativa europea per la vendita online di farmaci da banco e senza obbligo di prescrizione tra il 2014 e il 2016. «Per i primi 4 anni quindi non ho potuto fare altro che strutturare il business e la piattaforma». Ricevuta l’autorizzazione, non è stato facile creare un team con solide competenze digitali («in molti casi i talenti li abbiamo dovuti formare») e soprattutto farsi accettare dal mercato. «All’inizio acquistavo i prodotti da grossisti e distributori intermedi, perché le grandi case farmaceutiche non volevano vendermi nulla, non mi consideravano un interlocutore credibile».

Ma Francesco non si è arreso, nonostante lo scetticismo generale. E ha dimostrato col tempo, numeri alla mano, che la farmacia online funziona. Ha superato la diffidenza dei primi clienti, che oggi sono oltre un milione, ricreando online l’esperienza di acquisto in farmacia, con servizi di live chat, e offrendo un catalogo ampio, che oggi conta più di 65mila prodotti. «Arrivati a 10 milioni di fatturato, nel 2019, ho capito che era necessario raccogliere capitali per continuare a crescere. Ho iniziato a girare l’Italia, aziende del settore, fondi di investimento, private equity, investitori istituzionali, e dopo tanti “no”, e qualche offerta ridicola, un industriale ha creduto nel progetto. Abbiamo chiuso un round da 4 milioni di euro». In eFarma hanno investito la holding Finbeauty e diversi business angel.

«La mia storia insegna che nulla è impossibile. Se ci credi davvero, se ci metti determinazione, costanza e sacrificio (a 33 anni, ho già quasi tutti i capelli bianchi!), la tua visione si può realizzare. Anche senza avere un master a Harvard, senza disporre di grossi capitali e senza allontanarti dalla città in cui sei nato».

 

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