Exit per Lanieri, la startup che ti crea l’abito su misura online acquisita da Reda. «In Italia si può fare open innovation partendo da zero»

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Hanno creato il primo e-commerce di abiti da uomo su misura e di qualità. Partiti nel 2013, investendo 10mila euro a testa, Simone Maggi e Riccardo Schiavotto hanno fondato Lanieri. Ed oggi annunciano l’exit: sono stati acquisiti dal lanificio Reda. E questa è una bella notizia per l’ecosistema italiano.

I due si erano conosciuti a Torino durante un Mba e avevano notato che non esisteva nell’online nessuno che vendesse abiti su misura made in Italy. «Gli unici siti erano americani. Abbiamo pensato che ci fosse mercato per un’idea del genere». Detto, fatto. Così è nata Lanieri.

Grazie ad algoritmi e tecnologia, sulla piattaforma puoi personalizzare online un abito su misura. Ti colleghi al sito e seguendo un tutorial prendi le misure, collo, braccia, circonferenza. Scegli bottoni e fodera. L’abito ti arriva a casa dopo due settimane.

All’inizio della loro avventura, per farsi conoscere, Simone e Riccardo partecipano al premio Startcup Piemonte, classificandoci al secondo posto. «È qui che siamo stati notati da uno storico lanificio biellese che ha deciso di investire nella nostra iniziativa». Nel 2014 hanno venduto un migliaio di abiti. Nel 2015 hanno fatturato un milione. Nel 2016 due milioni e hanno iniziato ad aprire atelier che aiutano clienti nell’esperienza d’acquisto. Nel 2019 il loro giro d’affari era intorno a 5,5 milioni di euro. Dal virtuale al reale.

Hanno lavorato con passione e tenacia. E oggi, 7 anni dopo, sono un grande esempio di open innovation. «Reda era un nostro investitore. Noi usavamo anche i suoi tessuti per gli abiti. A un certo punto però ha iniziato a scoprire le nostre competenze e a capire che erano forti e che gli potevano servire. Ha deciso di portarci in casa per innovare il suo business. La pandemia ha accelerato il processo di digitalizzazione e il know-how tecnologico che Lanieri aveva sviluppato e che avrebbe potuto creare un forte impatto. Le grandi imprese italiane dovrebbero muoversi così: aprirsi alle startup, che sono libere di sbagliare, di innovare, di andare al confine».

L’operazione – si legge sul comunicato- contribuirà a rafforzare entrambe le parti: entrando a far parte del gruppo Reda, Lanieri potrà trarre vantaggio da grandi capacità operative e di relazioni con fornitori mentre Reda avrà accesso alla tecnologia, alle competenze avanzate
del team della startup. «Siamo convinti che la digitalizzazione del settore tessile rappresenti uno strumento strategico indispensabile per affrontare le sfide future, che sempre più richiederanno di porre un’attenzione particolare alle esigenze del consumatore. Il nostro obiettivo è quello di rispondere a queste esigenze in maniera ancora più puntuale, personalizzata e soprattutto sostenibile»ha dichiarato Luca Martines, CEO della divisione Consumer del Gruppo Reda

Cosa insegna la vostra storia? Abbiamo chiesto a Simone Maggi

«Abbiamo fatto tanti errori che sono un elemento di chi vuole fare innovazione e creare una startup. La sfida sta nel correggerli nel più breve tempo possibile e imparare da essi. Siamo stati interpreti e traduttori di nuovi linguaggi. E ora possiamo dire che si può fare open innovation in Italia partendo da zero, ed essere acquisiti da un grande gruppo».

La cifra non è stata rivelata. «L’aspetto economico è marginale in questa meravigliosa storia. Questa exit rappresenta un importante riconoscimento per il team. La nostra tecnologia può essere ora utilizzata per accelerare la digitalizzazione di un’intera filiera» commenta Simone Maggi « Sul campo ho scoperto che fare l’imprenditore è la cosa più bella del mondo».

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