Arriva il film sui Bitcoin (l’idea di un prof e del suo allievo)

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Si chiama The Digital Rush, sarà un film documentario che vuole spiegare i bitcoin in modo autorevole, semplice e divulgativo. L’idea è di un prof e di un suo “allievo”. Come è nata? «Dall’intraprendenza di Paolo Aralla, un film-maker mosso dalla curiosità di comprendere il fenomeno bitcoin. È venuto a seguire le mie lezioni universitarie, le ha riprese ed ora sono su YouTube» esordisce Ferdinando Ametrano, docente di Bitcoin and Blockchain Technologies al Politecnico di Milano e all’università Milano-Bicocca. «Il film (uscita prevista il 21 settembre) spiegherà cos’è bitcoin, in particolare perché rappresenta l’equivalente digitale dell’oro».

Perché rappresenta l’equivalente digitale dell’oro?

«Perché in ambito digitale è l’unico bene trasferibile ma non duplicabile. Inoltre è scarso, con un limite a 21 milioni (frazionabili ognuno in 100 milioni di parti). Si tratta di una condizione immodificabile: tutti possono cambiare le regole di bitcoin, ma creerebbero qualcosa di alternativo che il resto del sistema non riconosce come bitcoin».

Da dove nasce il suo amore per questa moneta elettronica?

«Perchè è una tecnologia dirompente che cambierà il futuro della finanza. Se consideriamo il ruolo dell’oro nella storia della civilizzazione, della moneta e della finanza, possiamo intuire che l’emergere del suo equivalente digitale, “liquido” come la musica e i film che consumiamo oggi, sarà una rivoluzione».

Bitcoin e altre criptovalute: chi emergerà, quale scegliere e perché?

«Il successo di bitcoin ha innescato una quantità eccessiva di tentativi emulativi: il sito CoinMarketCap ne registra oltre 1.400. La quasi totalità di questi cloni non apporta innovazione, manca di sostanza tecnica e meriti funzionali. Molti di questi sono cresciuti semplicemente perché, avendo un prezzo basso, sono stati percepiti come a maggior potenziale rispetto a bitcoin. Insomma, pensando di aver perso il treno bitcoin, in tanti cercano nuove opportunità: salgono su convogli merci di incerta destinazione. Ma non hanno capito che il treno ad alta velocità bitcoin è appena partito».

Tra 1.400 cloni qualcosa di interessante deve esserci…

«Ethereum ha l’ambizione di essere un computer globale piuttosto che oro digitale. Litecoin è talmente simile a bitcoin da avere quasi assunto il ruolo di piattaforma di test dove verificare, in anteprima, le nuove funzionalità che potrebbero poi essere adottate per bitcoin. Monero e ZCash forniscono vero anonimato transazionale. Ripple incarna la declinazione di queste tecnologie in una chiave più affi ne al mondo della fi nanza tradizionale e regolamentata».

Consiglio per i lettori che vogliono capirne di più?

«Guardate i video e leggete i libri di Andreas Antonopoulos, specialmente per chi mastica l’inglese. Oppure i miei video in italiano…».

INFO: www.the-digital-rush.com

 

Tratto da Millionaire di febbraio 2018.

 

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