Francesco Milleri: da consulente IT a CEO di EssilorLuxottica

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Francesco Milleri

Nelle aziende italiane è ancora possibile fare carriera: la storia di Francesco Milleri ci insegna che i sogni possono diventare realtà

Fiducia nella digitalizzazione e tenacia: così Francesco Milleri è passato da professore a CEO dell’azienda multimiliardaria EssilorLuxottica. Ma la produzione degli iconici occhiali Ray Ban non è l’unica cosa di cui Milleri è ora a capo. Dopo la scomparsa del caro amico e mentore Leonardo Del Vecchio, Milleri è stato appuntato presidente della holding di famiglia Delfin S.à.r.l, sotto volere dello stesso magnate. Ora si trova alla guida di un impero miliardario e a capo di un’azienda al cui sviluppo digitale ha contribuito per decenni. Ma come è diventato CEO?

 

Le origini, la cattedra universitaria e una società di software

Nato nel 1959 a Città di Castello Umbria, Milleri si è laureato con lode all’Università degli studi di Firenze in Giurisprudenza, dove ha poi ottenuto una cattedra in Economia politica. Negli anni seguenti ha conseguito anche un MBA in Business Administration all’Università Bocconi di Milano ed una specializzazione in Corporate Finance presso la Stern School of Business della New York University, cominciando così il suo percorso manageriale.

E, infatti, nel 1988 inizia la sua carriera come consulente aziendale per gruppi italiani e multinazionali in diversi settori e più tardi, nel 1996, fonda Milleri & Associati, oggi Mea srl, attiva nel settore dei software. Ed è proprio grazie alla sua attività in campo digitale che nel 2006 Milleri ha modo di collaborare con Luxottica, che al tempo stava avviando il suo percorso di digitalizzazione.

 

La carriera in Luxottica

Durante il tempo speso in Luxottica, Milleri è stato a capo di una delicata fase di trasformazione: divenuto una presenza costante nella vita di Del Vecchio, ha permesso all’imprenditore di vedere sul proprio cellulare tutto il sistema distributivo di Luxottica grazie al primo “Virtual Store”, un app di rilevamento strategico.

La vicinanza tra Del Vecchio e Milleri sembra essere stata frutto di non poche tensioni interne tra i vertici di Luxottica, che hanno visto alcuni manager storici andarsene in disaccordo.

Ma nonostante tutto, l’ascesa del manager umbro è continuata grazie soprattutto alla trasformazione in dati reali della visione di Del Vecchio, ovvero ampliare l’impresa integrando lenti e montature, avviare il gruppo verso una rivoluzione digitale e completare l’espansione di retail store in Europa.

 

La nascita del colosso eyewear Luxottica

Difatti, stando a quanto rivelato da Del Vecchio al Corriere della Sera, è stato proprio Milleri a raggiungere un accordo con Essilor, il competitor francese. Nasce così nel 2017 EssilorLuxottica, il più grande gruppo eyewear integrato verticalmente (montature, occhiali e negozi). A seguire, l’ascesa di Milleri è stata velocissima, passando in pochi anni da vicepresidente ad amministratore delegato di Luxottica ed infine a CEO e chairman di EssilorLuxottica.

Sempre sotto la sua guida nel 2021 si è conclusa l’operazione per lo sviluppo dei negozi in Europa, e l’azienda è ora sulla rotta di una ulteriore trasformazione digitale grazie alla creazione dei Rayban Stories in partnership con Meta.

Valutata circa 64 miliardi di euro la società si sta avvicinando al gruppo esclusivo di club d’imprese valutate più di 100 miliardi di euro, proprio come voleva Del Vecchio. Non sorprende, che proprio Milleri fosse scelto come presidente di Delfin, con il 19.9% delle azioni italiane in Mediobanca e il 9.9% in Generali.

Nel presente clima politico, molti sono gli occhi su Milleri, il quale si è già impegnato a gestire le azioni in linea con i principi di Del Vecchio, garantendo stabilità alla società. In sostanza, la sua è una carriera all’insegna dell’amicizia e del successo con molti altri traguardi in vista.

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