Hyperloop, ecco la prima capsula del treno supersonico

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È stata presentata ieri a Puerto de Santa Maria, in Spagna, la prima capsula a grandezza naturale per il trasporto passeggeri di Hyperloop, il treno supersonico nato da un’idea di Elon Musk. Che si trasformerà in realtà grazie all’italiano Gabriele Bibop Gresta. Scienziato, artista, venture capitalist, imprenditore, ha co-fondato la Hyperloop Transportation Technologies in California, nel 2013. E oggi coordina un team di 800 persone, ingegneri e scienziati che svilupperanno il treno in grado di viaggiare a 1.220 km orari.

La capsula Quintero One, lunga 32 metri, è costruita con il Vibraniumtm di HyperloopTT, un materiale composito a doppio strato appositamente realizzato, pannelli in fibra di carbonio e sensori. Realizzata dalla società spagnola Airtificial, sarà ottimizzata al centro di ricerca e sviluppo di Tolosa, in Francia. «Nel 2019 sarà completamente pronta per i passeggeri» assicura Bibop Gresta. «Dal momento che abbiamo raggiunto importanti progressi nel risolvere le norme governative con le nostre linee guida certificate sulla sicurezza e assicurazione, ora siamo più vicini che mai a portare Hyperloop nel mondo». La prima corsa a Dubai nel 2020.

Come funziona

Hyperloop sarà un mezzo di trasporto senza precedenti. Permetterà anche il trasporto di merci, in appositi container. Come funziona? Ogni capsula a levitazione magnetica si libra all’interno di un tubo, largo 4 metri, mossa da energia elettrica. Grazie ai pannelli solari e a un sistema di recupero energetico, la struttura è in grado di produrre più elettricità di quanta ne consumi. L’intero sistema dei tubi è costruito su piloni, in modo da ridurre l’impatto al suolo e i costi. I primi tracciati saranno realizzati a Tolosa.

Dall’idea di Musk a HyperloopTT

Bibop Gresta ci ha raccontato la nascita del progetto in un’intervista pubblicata su Millionaire di agosto: «Nel 2013, Elon Musk ha lanciato l’idea di Hyperloop. Ha messo online il suo progetto in open source e ha detto pressappoco così: “Ecco un’idea a disposizione del mondo, aiuterò chiunque la vorrà realizzare”. Il primo a rispondere è stato il mio socio tedesco, Dirk Ahlborn. Un genio che ha avuto il coraggio di provarci. Ha preso il White Paper di Elon e lo ha pubblicato sul suo sito. Just for fun. È successo qualcosa di incredibile. In un mese ha ricevuto 200 feedback da scienziati di tutto il mondo. Gente che arrivava da Tesla, SpaceX, Nasa, MIT, Boeing. Scienziati che magari avevano anche lavorato con Einstein e che dicevano: “È una bella idea”. 100 dei migliori scienziati hanno aggiunto: “Se hai bisogno, io ci sono”». Il progetto appasiona anche Gresta, che invita centinaia di talenti da tutto il mondo a unirsi al team. Musk non partecipa. «Ma l’esposizione mediatica che abbiamo avuto grazie a lui è stata enorme» racconta Gresta. Per anni si è parlato del treno supersonico di Musk e questo ci ha aiutato… ma finalmente oggi si parla di noi».

L’articolo pubblicato su Millionaire di luglio-agosto 2018
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