I 7 assassini della creatività (e come affrontarli) – Seconda Parte

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Come avete potuto apprendere sulle nostre pagine la settimana scorsa, è stato perpetrato un grave delitto: la creatività è stata uccisa. Stiamo cercando di stabilire il profilo del possibile killer: abbiamo scoperto che i profili totali sono 7. Dei primi tre abbiamo già parlato, ora vediamo gli ultimi quattro.

Profilo numero 4: la cricca dell’isolamento

Anche conosciuto come killer della solitudine, inietta nelle persone una combinazione letale di segregazione e uniformità di pensiero. Questa cricca mette in quarantena tutte le informazioni e le idee differenti dal consueto, negando alle proprie vittime la diversità di opinione. L’isolamento limita il tipo di esperienze che le vittime pensano di poter affrontare, ostacolandone le capacità sul lungo periodo.

Un esempio di come opera questa cricca sono i team di lavoro poco assortiti: se mettete insieme persone dello stesso settore che hanno esperienze simili, con molta probabilità sarete vittima di questo spietato killer.

Come affrontarlo

Esponiti deliberatamente a persone diverse, a diverse fonti informative e a idee differenti. Sii aperto e ricettivo a opinioni che non coincidono con le tue.

Impara a sviluppare tutte le parti della tua mente, non solo quelle che usi abitualmente, ad esempio mettendo in pratica esercizi che allenano alternativamente la parte sinistra (ragionamento sequenziale) e la parte destra (creatività) del tuo cervello.

Profilo numero 5: il clan dell’apatia

L’assassino dell’apatia è in grado di distruggere in poco tempo motivazione e spinta interiore. Coloro che soffrono a causa di questo essere malvagio, sono spesso le prime vittime di sistemi mentali che hanno provocato il loro insuccesso. È individuabile attraverso il sarcasmo tagliente e il cinismo acre. Un’apparente semplice carenza momentanea di motivazione, interesse e passione può portare a una definitiva pugnalata nella schiena della creatività.

Secondo Malcolm Gladwell, studioso che ha passato gran parte della propria vita a combattere questo clan, i geni di successo sono coloro che hanno saputo coniugare le circostanze fortunate con l’assoluta dedizione al lavoro. L’apatia, quindi, non ha molto spazio nel processo creativo.

Come affrontarlo

Valuta il livello d’impegno che metti in tutto ciò che fai e individua quelli in cui potrebbe esserci scarsa motivazione. Riconosci il sarcasmo e il cinismo dentro di te e identificane le cause profonde.

Metti alla prova continuamente i tuoi comportamenti e le tue abitudini più conservatrici, studiando nuovi approcci ai problemi.

Per rendere più agevole il compito, puoi disegnare una tabella con due colonne: la prima in cui scrivi “Le strade abituali” e la seconda con “I nuovi approcci”.

Profilo 6: la folla degli omologati

Con un approccio molto testardo, i killer di questo tipo rassicurano  le persone con degli schemi  di comportamento tanto familiari, quanto dannosi. Amano muoversi in branco e in gruppi che la pensano allo stesso modo su molte cose. Questo tipo di comportamento conduce al pensiero convergente, nemico giurato del processo creativo.

Il nostro cervello organizza i propri pensieri in maniera tale da produrre schemi comportamentali fissi e utili in tutte le situazioni simili.

Come affrontarlo

Prova ad abbracciare l’ “innocenza creativa”: prova a mettere da parte ogni precedente esperienza e riconosci tutti i pregiudizi sviluppati nel corso degli anni. Approccia le situazioni come farebbe un bambino.

Ecco un esercizio pratico che incoraggia il pensiero divergente. Prova a metterti nei panni di qualcun altro: un parente, un conoscente, un collega, non importa. Pensa a un problema e identifica la tua risposta abituale allo stesso. Pensa, poi, ai differenti percorsi che altri nella tua stessa situazione avrebbero intrapreso. Questo può portarti a sviluppare una serie di soluzioni differenti al problema.

Profilo numero 7: la cerchia del pessimismo

Killer invisibile che opera come un’arma chimica, questo profilo perpetua di nascosto la sua distruzione attraverso degli schemi mentali tossici. Coloro che ne soffrono comunicano inizialmente in maniera negativa, e alla fine minano la propria e altrui capacità di pensiero creativo.

I pessimisti tendono a incolpare se stessi quando le cose vanno male e diventano riluttanti a provare ancora l’esperienza negativa.

Come affrontarlo

Comincia un nuovo hobby o un nuovo sport e non arrenderti finché non sei diventato bravo.

Tieni un diario delle cose che ti capitano ogni giorno e fai una lista delle cose positive e di quelle negative. Per quelle negative, prova a vederle sotto un’ottica diversa, maggiormente ottimistica. Puoi chiederti, ad esempio: “Cosa ho imparato da questa esperienza?”.

Gennaro Sannino

E tu? Chi pensi che abbia ucciso la tua creatività?

(Fonte Immagine: utente Flickr Alan Cleaver)

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2 Commenti

  1. […] poco creativo: una persona che non ha un approccio positivo verso fatti, cose e persone, difficilmente svilupperà un livello adeguato di creatività utile sia a risolvere problemi che a vivere la vita in modo più ingegnoso e anche divertente. A tal riguardo, interessante è lo studio dello psicologo americano Paul Torrance che tra i “7 killer della creatività” individua, appunto, il pessimismo (per approfondire lo studio, leggi questi articoli: https://www.millionaire.it/chi-ha-ucciso-la-creativita/; https://www.millionaire.it/i-7-assassini-della-creativita-e-come-affrontarli-seconda-parte/). […]

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