Il futuro? È fatto di nostalgia

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Avete nostalgia degli anni ’90? Siete nati negli anni ’80 e ogni tanto ripensate ai suoni o agli oggetti che oggi non ci sono più?

Nostalgici di tutte le età non temete, come abbiamo scritto nel titolo, il futuro è fatto di nostalgia!

Cosa significa?

Significa che, su internet, molte campagne di marketing e molti siti stanno utilizzando la nostalgia come mezzo per farsi pubblicità.

Non ci credete? Guardate questi esempi.

Un “Soldino” per i tuoi pensieri

Navigando sul web, e soprattutto sulle diverse pagine fan di Facebook, abbiamo notato una diffusa tendenza da parte di marchi importanti, di puntare sull’elemento nostalgia per rilanciare il proprio brand.

Una di queste aziende è il Mulino Bianco. Chi non è cresciuto con i prodotti della più famosa famiglia della televisione italiana o non ha collezionato le gomme per cancellare con la forma delle gustose merendine?

Durante l’Eurochocolate che si è tenuto a Perugia dal 15 al 24 ottobre del 2010, la Mulino Bianco ha lanciato un’interessante iniziativa dal titolo “Soldino Day”. L’esigenza di creare un evento del genere è nata da alcuni commenti nostalgici, postati sulla pagina Facebook “Il Mulino che vorrei”, inerenti a una nota merendina che la Mulino Bianco non produce più.

Da lì, è partito un concorso che invitava gli utenti a indovinare il peso di un Soldino gigante esposto durante l’iniziativa perugina. Per l’evento sono state prodotte delle speciali confezioni di merende da distribuire ai dieci vincitori. In vendita, una particolare scatola di latta da collezione. Un’iniziativa che ha allietato e fatto partecipare tantissime persone.

Un social carico di ricordi

Un’altra azienda che ha usato una campagna marketing basata sul vintage è l’Algida. La nota casa produttrice di gelati ha infatti presentato sulla sua fanpage l’applicazione  “Cartelli storici”. Una sorta di gioco “collage” che permetteva agli utenti di personalizzare il proprio cartello pubblicitario inserendo i prodotti , compresi logo e colori, che hanno fatto la storia dell’algida e che hanno avuto un significato importante nell’infanzia dei consumatori.

Esistono diverse pagine web che puntano sulla condivisione di immagini, commenti e ricordi di prodotti della propria infanzia. Capita molto spesso, infatti, di veder comparire foto di giocattoli come le “Crystal ball”, i “Paciocchini”, i regali della Mulino Bianco, le buste delle figurine “Panini” che costavano 50 lire e altre cose simili che sono legate a ricordi particolari dell’infanzia degli utenti.

Facebook ha anche reso disponibile un’applicazione che mette alla prova la vostra conoscenza degli anni ’80 con dei quiz.

Una vera e propria mania che si basa su un concetto semplicissimo:

La nostalgia è qualcosa che riguarda un passato vissuto in prima persona. È un fenomeno sia individualizzante che generalizzante.

Individualizzante perché colpisce sentimenti forti della sfera privata di un individuo e generalizzante perché è un sentimento genuino che si diffonde e contagia persone che, nella propria esistenza, possono non aver vissuto quel momento storico.

È un fenomeno conosciuto come “nostalgia di massa” e che ricopre una branca particolare delle strategie di marketing aziendali.

Questo particolare tipo di marketing, infatti, si basa sulla necessità di far sentire il consumatore una persona reale, non un semplice numero, puntando a soddisfare i suoi desideri e a colpire i suoi sentimenti, proiettandolo nell’universo della memoria.

Un tuffo nel passato che, però, non deve portare a far abbandonare del tutto innovazione e creatività.

La nostalgia ha una potenzialità che non deve essere trascurata perché consente di stimolare un processo d’acquisto compulsivo attraverso un istinto basato su un sentimento forte e sulla percezione di autenticità del prodotto. Un’autenticità che è data proprio dal richiamo al passato. Niente, infatti, è più vero di una cosa che è già stata vissuta.

Il caso: il museo dei suoni

Sul web è possibile trovare siti basati interamente sull’esigenza di salvaguardare la nostra memoria storica.

Un esempio è Savethesounds.info, la pagina creata da Brendan Chilcutt, uno studente americano, che ha deciso di registrare e condividere con gli utenti i suoni che, oggi, non sentiamo quasi più.

Sulla piattaforma si possono trovare rumori come il ticchettio delle dita sui tasti di una vecchia macchina da scrivere, il rumore della vecchia connessione internet prima dell’arrivo dell’adsl: tutto ciò che di antico e meccanico c’è e che la nuova tecnologia ha soppiantato.

Il sito, un vero e proprio museo dei suoni, nasce per volere di Chilcutt che ha spiegato la necessità di conservare la memoria storica uditiva della sua generazione:

Ho lanciato il sito nel gennaio del 2012 come modo per preservare i suoni resi famosi dalla mia tecnologia preferita e dalle apparecchiature elettroniche

Il creatore di Savethesounds conta di completare la raccolta entro il 2015 per sviluppare, nei successivi 7 anni, un codice binario che permetta di reinterpretare i suoni.

 

Forse, qualche volta, il vecchio è meglio del nuovo. Certo, è necessario sempre trovare un equilibrio tra i due estremi: tuffarsi nella nostalgia e nel ricordo del passato non deve condurvi ad accantonare l’innovazione. Di sicuro, però, potreste spendere un po’ di tempo pensando a come le persone si sentano protette e sicure nel parlare di cose che fanno parte della loro infanzia.

 

Voi cosa ne pensate, la nostalgia è davvero l’innovazione del futuro? Esiste qualche particolare campagna nostalgica, su Facebook o sui media in genere, che vi ha strappato una lacrima? Postateci la vostra esperienza e condividete i vostri ricordi con la nostra community.

Giuseppina Ocello

(Fonte foto: Utente MorgueFile Gracey)

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