Il presidente Mattarella arriva in Silicon Valley

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Golden Gate Bridge

È ufficiale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è atterrato a San Francisco. È dal 1982 che un presidente della Repubblica italiana non va in California. Dopo una breve tappa a Washington, il Capo dello Stato è arrivato qui ieri sera (nell’unica città americana che visiterà in questo viaggio dopo l’incontro con Donald Trump). Per l’occasione il municipio City Hall, la Coit Tower e l’Aeroporto internazionale di San Francisco sono stati colorati con i colori della bandiera italiana: verde, bianco e rosso.

Ad accoglierlo c’è una comunità straordinaria di cervelli italiani, guidata dal Console generale d’Italia a San Francisco, Lorenzo Ortona. Console a San Francisco dal 2016, diplomatico dal 2002 (prima era responsabile dell’Ufficio economico presso l’Ambasciata d’Italia in Israele), Ortona ha una grande passione per l’innovazione. Arrivato in California, ha trasformato il Consolato in un centro di ispirazione, supporto e contaminazione per imprenditori, grandi aziende e giovani founder di startup. E in occasione della visita del presidente della Repubblica, con il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale con ICE, Confindustria, Ambasciata d’Italia a Washington ha organizzato un Forum sull’innovazione all’Università di Stanford. Un evento di altissimo livello che riunisce l’eccellenza di aziende italiane e americane, ricercatori universitari e player dell’innovazione, con l’obiettivo di sviluppare tecnologie dirompenti. Temi del forum: big data e machine learning nel settore life science, manifattura 4.0, mobility e smart city, space industry. Speaker italiani, internazionali, il Ministro italiano dell’Innovazione Paola Pisano e molti imprenditori che brillano per idee e riconoscimenti avranno l’onore di accogliere il presidente Sergio Mattarella. Che, nel suo soggiorno a San Francisco, il 18 ottobre, visiterà anche le sedi delle startup Kong e Nozomi Networks, la Cappella dei pescatori e dei marinai, il Parco nazionale Muir Woods. Incontrerà il sindaco London Breed e il governatore della California Gavin Newsom.

lorenzo ortona
Lorenzo Ortona, Console generale d’Italia a San Francisco

Quando ho intervistato il Console Ortona tempo fa mi disse: «Noto un interesse sempre più forte dell’Italia verso la Siicon Valley. I tempi sono maturi per accelerare il processo di digitalizzazione delle aziende italiane. La Silicon Valley insegna a non aver paura del futuro. La rivoluzione tecnologica che parte dalla California porterà opportunità in tutto il mondo. Il mio invito ai giovani italiani: informatevi, siate ottimisti e fate un viaggio in California per “prendere paura”. Un viaggio esplorativo. Per ispirarsi, per respirare l’aria, per capire dove vanno i trend. Venite a studiare, fare ricerca e per poi capire bene come muoversi in Italia. Venite qui per vedere come ogni settore sia stato invaso dalla disruption».

Durante la nostra intervista, il console ci ha insegnato così tanto che su quell’intervista abbiamo costruito uno dei capitoli più belli del libro Silicon Valley. Dalla Corsa all’oro al Big One, il terremoto di San Francisco che nel 1906 ha distrutto tutto, dal Golden Gate il ponte simbolo della città, voluto dal sindaco italo-americano Angelo Rossi e finanziato dal banchiere Amedeo Giannini, alla summer of love… E poi di quella voglia di fare, ricominciare e ripartire che tutti provano arrivando qui.

San Francisco dà a tutti una possibilità
Foto di Roberto D’Anna

San Francisco non è la città perfetta. Anzi è piena di contraddizioni e problemi come quello degli homeless («un’umanità disperata che ti sbatte in faccia il tuo fallimento» spiega Ortona), ma dà a tutti una possibilità. «E lo fa da sempre» aggiunge il Console. «Le prime comunità di italiani, soprattutto genovesi e lucchesi, arrivate proprio durante la Corsa all’oro, hanno portato con sé tutto ciò che avevano nella speranza di trovarlo. E chi non ce l’ha fatta, ha creato business più redditizi, vendendo servizi ai minatori e fondando alberghi, ristoranti e negozi che hanno messo le basi per la San Francisco di oggi» continua Ortona. «I ragazzi di oggi, pieni di voglia di fare, mi ricordano un po’ queste prime comunità. Arrivano a San Francisco con l’idea di una startup, ma poi aprono pizzerie, gelaterie e attività di servizi utili alla società».

Qui sono stati inventati i blue jeans, pantaloni che dovevano servire ai minatori. Qui sono nati i biscotti della fortuna. Tutti possono reinventarsi. Tutti possono provare e riprovare. «La storia dell’attuale prima cittadina è l’esempio più bello (e recente) di come San Francisco offra sempre una possibilità. Di umili origini, London Breed viene dalla periferia più disagiata, ma ha studiato ed è diventata sindaco e guida San Francisco» conclude Ortona.

Se siete un’azienda o una startup che vuole mettere piede a San Francisco, appoggiatevi al consolato. Ovunque incontri persone, grandi o piccoli imprenditori, che dicono di essere state aiutate da Lorenzo Ortona.

Intanto, il nostro libro va in ristampa. Lo abbiamo inviato anche al Presidente Mattarella, avrà deciso di andare in Silicon Valley dopo averlo letto?

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