Il social farming che ti fa “adottare un agricoltore” per sostenere i piccoli produttori locali

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coltivatori di emozioni social farming
@ CdE Società Agricola Apiamoci, Veneto

In rete si possono adottare mucche, api, alberi da frutto, interi campi, tutti da seguire a distanza in cambio di prodotti alimentari consegnati a domicilio. Da tempo ci sono iniziative simili, accomunate da un obiettivo condiviso: sostenere il territorio e il lavoro dei piccoli produttori. Con lo stesso scopo Coltivatori di Emozioni, piattaforma di social farming nata in Puglia nel 2016, ha lanciato “adotta un agricoltore”.

Sul sito si può scegliere quale coltivatore e quale tradizione agricola adottare a distanza. Per poi ricevere una food box con i prodotti provenienti dai produttori sostenuti, un «certificato di adozione» e gli aggiornamenti sull’azienda agricola scelta.

adottare un agricoltore
@ CdE Masseria Li Rifi, Federica Guerrieri

«La piattaforma è anche uno strumento a sostegno dell’occupazione per coloro che decidono di tornare alla terra e restituire nuova vita all’Italia dei piccoli borghi storici» sostiene Paolo Galloso, Ceo e founder di CdE. Ogni adozione genera dei buoni lavoro (del valore di 10 euro) che sono destinati alla filiera produttiva. Anche le aziende possono donare ore lavoro destinate alla semina, alla potatura, alla raccolta o ad altri progetti specifici concordati.

Ad oggi, la piattaforma è attiva in 15 regioni, sostiene 40 agricoltori e, grazie a una partnership con l’associazione dei Borghi più belli d’Italia, promuove la valorizzazione dei borghi storici attraverso la riscoperta dei prodotti tipici. L’obiettivo è creare una rete ampia di agricoltori e sostenitori delle tradizioni contadine, per salvaguardare i territori rurali a rischio di abbandono.

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