“Case gratis a medici e infermieri”. Le imprese degli affitti brevi insieme per l’emergenza

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sweetguest affitti brevi
Edoardo Grattirola e Rocco Lomazzi, fondatori di Sweetguest

Non succede tutti i giorni che aziende, concorrenti, decidano di unire le forze in unico progetto comune. Ma in tempi di Coronavirus, anche i competitors si alleano, per la solidarietà. Sei imprese italiane degli affitti brevi hanno lanciato il progetto #StateACasaNostra: da marzo e per tutto il mese di aprile offrono gratuitamente (salvo le spese di pulizia) gli appartamenti che hanno in gestione a medici e infermieri impegnati in prima linea. Altido, CleanBnB, Halldis, Italianway, Sweetguest e Wonderful Italy possono contare su centinaia di proprietari che a loro volta hanno resto disponibili gli appartamenti a titolo gratuito.

Gli immobili a disposizione sono più di 250, in tutta Italia, da Catania a Milano. Le aziende sanitarie, i medici o gli infermieri possono contattare le società scrivendo all’indirizzo stateacasanostra@gmail.com per trovare un alloggio. Ogni soggiorno può durare fino a tre settimane. Dal momento dell’annuncio, il progetto ha già dato ospitalità a oltre 100 persone in circa 20 città.

«Facciamo rete per l’emergenza»

«Siamo molto grati ai nostri proprietari, che stanno dimostrando grande solidarietà e generosità» dicono gli imprenditori. «Stiamo cercando di coinvolgere altri proprietari con immobili vicini ai principali centri e presidi ospedalieri». Tutti possono fare la loro parte. «L’emergenza sanitaria e la salute pubblica sono le priorità” dice Rocco Lomazzi, founder e chairman di Sweetguest. «Tutti noi, da ogni settore, dobbiamo supportare la comunità, le istituzioni e il nostro Paese. Anche se in modalità smart working, siamo ancora al lavoro e stiamo già studiando il rilancio dei prossimi mesi».

In Italia, anche il colosso Airbnb ha deciso di offrire alloggi gratuiti, per due mesi, a medici e infermieri chiamati ad affrontare l’emergenza Coronavirus. Sia a chi si è dovuto trasferire con urgenza da una città a un’altra sia a chi vive un periodo di auto-isolamento.

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