Jeff Bezos salva il Washington Post e assume

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Il giornale, rilevato dal fondatore di Amazon nel 2013, ha chiuso il 2016 in positivo e annuncia decine di assunzioni.

Nel 2013, dopo sei anni di bilanci in perdita, i Graham, proprietari del Washington Post avevano deciso di vendere a Jeff Bezos. Nonostante l’inesperienza del fondatore di Amazon nell’editoria, la famiglia era stata costretta a cedere di fronte alla minaccia del fallimento e a un’offerta da 250 milioni di dollari. I giornalisti del gruppo, che comprende il sito internet e altre testate, guardarono con preoccupazione a quel cambio di proprietà. Ma in tre anni Jeff Bezos è riuscito a salvare il giornale e oggi continua ad assumere.

Il quinto uomo più ricco del pianeta (secondo nella Forbes 400) ha investito soprattutto nell’ammodernamento e nell’aggiornamento tecnologico della testata. Ha assunto esperti di web e digital, web analyst, video editor. Ha puntato sui contenuti multimediali, su mobile e social per attirare nuove fasce di pubblico. Un circolo virtuoso che ha portato alla crescita di abbonamenti (a basso costo) e introiti pubblicitari. Non a scapito della qualità. Le grandi inchieste del Washington Post, infatti, continuano. «Il giornalismo d’inchiesta è centrale nel nostro DNA», ha spiegato Fred Ryan, Ceo del Post a Politico.com. «I lettori se lo aspettano».

Nel 2016 il Washington Post è il secondo quotidiano degli Stati Uniti per numero di lettori. Gli abbonati sono aumentati del 75% in un anno. La formula vincente di Bezos è “mercato di massa a basso prezzo” anche per l’informazione: l’abbonamento costa 36 dollari all’anno con i primi sei mesi di prova gratuita.

Come riporta Politico, nel 2017 il giornale assumerà più di sessanta giornalisti. La redazione potrà contare più di 750 dipendenti. Sarà la terza più grande degli Stati Uniti, dopo quella del Wall Street Journal (1500) e del New York Times (1307).

Anche Amazon assume

Il leader dell’ecommerce ha annunciato che nei prossimi mesi assumerà anche ad Amazon Usa. In meno di due anni creerà 100mila posti di lavoro, arrivando così a 280.000 dipendenti.

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