La biotech che innova la sperimentazione e riduce i test sugli animali

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maurizio aiello react4life
Maurizio Aiello, co-founder e Ceo di React4Life

Una tecnologia innovativa che permette di testare farmaci e nuove terapie, riducendo la sperimentazione animale. Si chiama Mivo (Multi in-Vitro Organs). È stata sviluppata, brevettata e prodotta da React4Life, biotech di Genova che ora raccoglie fondi in equity crowdfunding. In pochi giorni la campagna sulla piattaforma CrowdFundMe ha superato il suo obiettivo iniziale (di 250mila euro), andando in overfunding. Manca più di un mese alla chiusura della raccolta. Le nuove risorse serviranno a potenziare ricerca e sviluppo e a scalare sul mercato, con l’ambizione di una exit nel medio-lungo periodo.

I fondatori di React4Life sono Maurizio Aiello, fisico nucleare, e Silvia Scaglione, bioingegnere e ricercatrice del Cnr, considerata una delle migliori imprenditrici innovative d’Italia.

Come funziona

biotech real4lifeLa loro tecnologia permette di ricreare “un organo vivente in laboratorio” (organ-on-chip) su cui testare farmaci e nuove terapie, riducendo tempi e costi. Può essere applicata a diversi ambiti, dalla ricerca oncologica alla farmacologia. Risponde al bisogno di sviluppare test più rapidi e affidabili. E consente di accelerare la comprensione di malattie complesse e lo sviluppo di terapie. Grandi gruppi, come Roche e Merck, già la usano.

Al momento, occorrono circa 13 anni e più di un miliardo di dollari affinché un nuovo farmaco arrivi sul mercato. L’80% delle formulazioni fallisce i test sull’uomo a causa della bassa attendibilità dei test preclinici. I ricercatori usano modelli tradizionali che non sempre sono comparabili con il corpo umano, come la coltura cellulare su piastre o la sperimentazione animale, che in Europa impiega circa 10 milioni di animali all’anno.

Con le sue tecnologie brevettate, React4Life vuole innovare il settore. La pmi ha registrato un +300% di fatturato nel 2021. Ha oltre 50 clienti nel mondo (dalla Johns Hopkins University all’Ospedale San Raffaele), più di 1.500 dispositivi venduti in un anno, 1,1 milioni di fondi raccolti e numerosi riconoscimenti. In futuro? Potrebbe esserci la quotazione o l’acquisizione da parte di un grande player del biotech.

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