La startup dei fiori Colvin chiude un nuovo round da 45 milioni e assume

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Da sinistra: Andrés Cester e Sergi Bastardas, co-founder di Colvin

Fiori venduti online e consegnati a casa in meno di 24 ore. A prezzi scontati, grazie al contatto diretto tra cliente e coltivatore. È l’idea di due giovani spagnoli che nel 2016 hanno creato Colvin, l’e-commerce dei fiori. Nel 2019 lo hanno lanciato anche in Italia. Hanno esteso il business al B2B. Hanno conquistato i primi investitori italiani. Ora la startup cresce e annuncia un nuovo round serie C da 45 milioni di euro.

L’operazione è guidata da Eurazeo, il gruppo che ha investito anche in Glovo, ManoMano e altre scaleup europee, insieme al fondo di venture capital francese Capagro. Hanno partecipato al round anche gli investitori precedenti. Dalla sua nascita ad oggi, Colvin ha raccolto circa 70 milioni di euro. Con i nuovi fondi, punterà all’ampliamento del business in Europa. E allargherà il team.

«Il 2020 è stato un anno di crescita esponenziale per Colvin» ha detto Sergi Bastardas, co-founder della startup. Gli ordini online sono raddoppiati, con oltre 10 milioni di fiori inviati. Il team è passato da 100 a 200 persone. Il fatturato è cresciuto del 200% rispetto al 2019.

«Il nuovo round ci permetterà di accelerare lo sviluppo dei progetti tecnologici e logistici che abbiamo già in corso per la categoria B2B, oltre a consolidare la crescita nella vendita online di fiori e piante. Il nostro obiettivo è guidare la trasformazione del settore a livello globale».

Oltre 100 assunzioni

L’azienda investirà nello sviluppo della tecnologia, estenderà l’attività a nuovi mercati, come la Francia, e assumerà più di 100 persone nei prossimi mesi, offrendo flessibilità e smart working a lavoratori da tutto il mondo.

«Per noi ciò che conta è puntare sulle persone. Nell’ultimo anno ci siamo evoluti verso una cultura del lavoro flessibile e remote-first che ci aiuta a essere più efficienti, a lavorare per obiettivi e migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata. Oltre a darci la possibilità di assumere talenti residenti in altri paesi. Abbiamo un piano di assunzioni molto ambizioso» spiega Mariona Bosch, Head of People & Happiness di Colvin. Si cercano ingegneri, ma anche profili marketing e digital.

Dal B2C al B2B

Nato come e-commerce B2C, l’azienda ha ampliato il business integrando anche un modello B2B. La piattaforma è a disposizione dei professionisti come marketplace per fiori e piante. E l’azienda conta in futuro di estendere i servizi anche ad altri prodotti deperibili.

«Fin dall’inizio in Colvin abbiamo scommesso sulla creazione di un modello disruptive per il settore fiori e piante. In questi 4 anni abbiamo imparato molto e abbiamo percepito che esiste l’opportunità di cambiare completamente il mercato grazie alla tecnologia e di rendere più efficiente la filiera» ha commentato Andrés Cester, co-founder di Colvin.

 

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