L’e-commerce dei fiori chiude un round da 14 milioni di euro

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colvin startup fiori

Maxi investimento per Colvin. L’e-commerce dei fiori ha appena chiuso un round Serie B da 14 milioni di euro. A guidare l’operazione sono Milano Investment Partners (MIP) e il venture capital P101 Sgr, insieme al fondo spagnolo Samaipata. Tutti investitori che avevano già scommesso sulla crescita della startup. Finora Colvin ha raccolto 24 milioni di euro di investimenti. Il nuovo round permetterà di implementare la digitalizzazione, ampliare il team nelle aree technology & business e allargare l’offerta nella categoria piante.

L’idea: innovare il settore dei fiori

Colvin è stata fondata nel 2016 a Barcellona da Sergi Bastardas, Andrés Cester e Marc Olmedillo Diaz, ex compagni di università under 30, con alle spalle esperienze in Amazon, Citigroup, GSK. Il loro obiettivo: innovare il settore dei fiori (che oggi vale 100 miliardi di euro l’anno) grazie alla tecnologia. La startup vende fiori online e li consegna a domicilio in meno di 24 ore. Ha introdotto un modello di business disruptive basato sull’accorciamento della filiera. I prezzi sono competitivi rispetto alla media proprio grazie al contatto diretto tra cliente e coltivatore.

«Attualmente il 65% del commercio mondiale di fiori e piante passa attraverso l’asta olandese, un modello tradizionale altamente frammentato i cui effetti si ripercuotono sul prezzo e la qualità del prodotto. Con l’obiettivo di innovare il settore, Colvin rimuove gli intermediari tra produttore e cliente finale e fornisce tecnologia a un settore non digitalizzato, dando così la possibilità di ottimizzare la gestione operativa» spiega il Ceo Andrés Cester.

Dalla Spagna l’idea dei fiori a filiera corta, “dal campo al vaso”, è arrivata anche in Italia, nel 2018, in Germania e Portogallo. Per gli investitori è «una vera rivoluzione del mercato dei fiori», come ha commentato Stefano Guidotti, partner di MIP, nel board di Colvin.

Gli effetti del lockdown

Pandemia e lockdown non hanno incrinato le vendite dell’e-commerce, che sono invece quadruplicate nei primi mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Colvin è arrivata a un volume di 1 milione di euro in un solo giorno. Il trend è in crescita anche dopo le riaperture, nonostante il settore dei fiori recisi sia stato invece colpito dalla pandemia, con perdite stimate di 1.500 milioni di dollari (fonte: Rabobank). Ecco perché i tre giovani spagnoli vogliono puntare tutto sui nuovi modelli di consumo, digitalizzare il settore e ottimizzare la filiera.

«Colvin nasce dal cambiamento. Per questo porta il nome di Claudette Colvin, la prima donna afroamericana che si ribellò per difendere i diritti umani del suo popolo negli Stati Uniti. Questa immagine di Claudette, che rappresenta il cambiamento nella società, è l’impulso per continuare a migliorare la vita della nostra comunità e quella degli agricoltori» spiega Sergi Bastardas, Coo e co-founder.

La voglia di innovare riguarda anche la gestione dell’impresa. Per attrarre talenti da tutto il mondo, i tre founder puntano su smart working e flessibilità. I neoassunti (saranno almeno 23) potranno lavorare a distanza e unirsi a uno staff che già conta 115 lavoratori.

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