La svolta di KFC: niente pollo, produrrà i nuggets in laboratorio con la stampa 3D

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KFC
KFC di Bergamo Orio al Serio

KFC vuole sostituire il pollo dei nuggets con carne di laboratorio stampata in 3D. Una grande svolta per la catena di fast food made in Usa che ha fatto del pollo fritto il suo marchio di fabbrica. Ma, al di là della tradizione, Kentucky Fried Chicken dice di voler guardare al futuro e alla sostenibilità. Dopo aver provato la “finta carne” di Beyond Meat nei suoi punti vendita americani, adesso ha stretto un accordo con la società russa 3D Bioprinting Solutions. Insieme svilupperanno le nuove crocchette etiche, partendo da cellule di pollo e materiale vegetale. Saranno simili alle originali per gusto e consistenza, ma verranno prodotte «senza provocare nessun danno agli animali».

Come spiega l’azienda, «l’idea di creare la “carne del futuro” è nata in risposta alla crescente popolarità di uno stile di vita e di un’alimentazione sani, all’aumento della domanda di alternative alla carne tradizionale e alla necessità di sviluppare metodi di produzione alimentare più rispettosi dell’ambiente».

Secondo uno studio dell’American Environmental Science & Technology Journal, la produzione di carne in laboratorio ha un impatto negativo minimo sull’ambiente. Il consumo di energia è ridotto di oltre la metà, le emissioni di gas serra sono 25 volte inferiori e si impiega molto meno suolo (100 volte in meno) rispetto alla tradizionale produzione di carne da allevamento.

I primi nuggets di laboratorio saranno testati già il prossimo autunno a Mosca. «Stiamo lavorando per renderli disponibili a migliaia di persone in Russia e, se possibile, in tutto il mondo» ha commentato Raisa Polyakova, General Manager di KFC Russia.

La storia del Colonnello Sanders

La storia di KFC è un classico esempio di sogno americano. Harland Sanders, nato in una famiglia anglo-irlandese nell’Indiana, dopo aver perso il padre, inizia a svolgere diversi lavori. Si arruola, impara a cucinare, studia legge per corrispondenza. Nel 1926 comincia a lavorare per la Shell. Quattro anni più tardi gli viene offerta la possibilità di gestire un distributore di benzina con annessa cucina a Corbin, in Kentucky. Lì conquista per la prima volta i clienti con il pollo fritto, il suo piatto preferito da bambino. Ottiene successo grazie alla formula dell’home meal (il pasto completo da comprare e consumare a casa).
Così, nel 1940, apre il ristorante Harland Sanders. Nel ’52, intuendo le potenzialità del franchising, fonda la catena Kentucky Fried Chicken. La venderà dopo 12 anni a un gruppo di investitori per 2 milioni di dollari. Oggi il colosso del pollo fritto conta più di 24.000 ristoranti in 145 Paesi. Dà lavoro a 800.000 persone. In Italia è attivo dal 2014, con 39 ristoranti in franchising in 12 regioni.

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