L’astronauta Luca Parmitano è tornato sulla Terra

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© ESA-S.Corvaja

Si è conclusa l’avventura di Luca Parmitano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. L’astronauta, il primo italiano a guidare una missione con il ruolo di comandante, è atterrato questa mattina (alle 6.12, ora italiana) in Kazakistan, a bordo della navetta Soyuz, dopo 201 giorni trascorsi in orbita. Insieme a lui c’erano anche l’americana Christina Koch e il russo Alexander Skvortsov.

Partito il 20 luglio scorso, durante la missione Beyond Astro Luca ha condotto oltre 200 esperimenti nello spazio. Per quattro volte ha lasciato la ISS per attività di manutenzione dell’Ams-02 (il rilevatore che cattura le particelle spaziali). È diventato così l’astronauta europeo che ha trascorso più tempo fuori dalla Iss: in totale 33 ore e 9 minuti in sei passeggiate spaziali (EVA, Extra vehicular activity). Nei sei mesi in orbita, Parmitano ha eseguito la prima sessione da dj in diretta dallo spazio (collegandosi con una nave da crociera a Ibiza e con il Kulturfestival di Stoccolma), è intervenuto durante la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico e ha parlato con i premi Nobel 2019 per la fisca e la chimica.

parmitano spazio
© ESA/NASA

L’ultimo tweet, pubblicato ieri, è dedicato al suo team: “Un’indimenticabile ISS, 7 mesi, 8 nuovi amici, 10 passeggiate spaziali, oltre 200 esperimenti e infinite memorie. Grazie per aver fatto parte di Beyond. Ci vediamo presto sulla Terra”.

Adesso lo attende un periodo di riabilitazione nel centro Esa di Colonia, in Germania, dove, come tutti gli astronauti di rientro dallo spazio, tornerà ad abituarsi alla gravità terrestre.

L’astronauta dei record

Parmitano, 43 anni, è stato il primo tra gli astronauti selezionati dall’Agenzia spaziale europea per una missione sulla ISS, dove ha trascorso 166 giorni nel 2013. Il 9 luglio di quello stesso anno ha effettuato una passeggiata spaziale di 6 ore e 7 minuti, primo italiano nella storia. Il 16, durante la seconda uscita, ha rischiato di affogare a causa di un problema tecnico che ha riempito il suo casco di acqua.

Fin da bambino sognava di diventare un astronauta. «Ero piccolissimo e la mia prima istruttrice di nuoto mi chiese: “Cosa vorresti fare da grande?” Ho risposto: “Io da grande voglio fare l’astronauta”. Vivendo in Sicilia, a Catania, la realtà aeronautica e astronautica è sempre stata lontanissima. Ma da adolescente, ospitato da una famiglia negli Stati Uniti, rimasi affascinato dal padre di quella famiglia, che era un navigatore dei Marines sugli F18. Mi colpì l’umanità e la conoscenza tecnologica che imponeva il suo ruolo. Tornato in Italia, decisi di partecipare al concorso per entrare in Aeronautica».

© ESA/NASA-L.Parmitano
L’Italia fotografata da Luca Parmitano durante la missione Beyond

Dopo la laurea in Scienze politiche all’Università di Napoli, nel 2000 si è diplomato all’Accademia aeronautica di Pozzuoli. Nel 2009 è stato selezionato come astronauta Esa. Ha alle spalle più di 2000 ore di volo, su 40 tipi di veicoli. Sposato, con due figlie, è anche appassionato di immersioni, snowboard, paracadutismo e nuoto.

Parlando ai giovani in un’intervista a Millionaire aveva detto: «Non è necessario diventare astronauti per realizzarsi. Ognuno di noi può trarre il massimo delle soddisfazioni dando il meglio di sé in quello che fa ogni giorno. Tutti abbiamo la responsabilità unica di lasciare il mondo meglio di come lo abbiamo trovato».

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