Le dieci idee che ci hanno cambiato la vita

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Un gruppo di scienziati della British Science Association ha stilato la classifica delle 10 invenzioni più importanti dell’ultimo quarto di secolo.

1. Gps: gli italiani ne vanno matti

Era il 1991 quando lo zio Sam decise di condividere con il mondo intero quella meraviglia tecnologica cui aveva lavorato per 20 anni: il Gps, un sistema che basandosi sui segnali satellitari poteva rilevare la posizione di un ricevitore in un qualsiasi punto del Pianeta. Da quel momento il Gps, che il servizio del Dipartimento della Difesa americano sfruttava a fini militari, si apriva a un ampio ventaglio di applicazioni per usi civili. I navigatori satellitari dapprima installati su navi, aerei e automobili, sono poi approdati a computer, palmari e cellulari, diventando una fonte di informazione e sicurezza per chi viaggia. Che gli italiani siano diventati degli adepti del Gps lo rivela una ricerca di Nokia. Tra gli europei, siamo proprio quelli che più si affidano ai navigatori satellitari (nella foto, il Tom Tom Go 930, 399 euro).

2. Musica in ogni dove con il WALKMAN

Lanciato dalla Sony nel 1979, il Walkman fece impazzire le generazioni degli anni 80. Nessuno slogan fu più azzeccato di questo: “Diventerà la colonna sonora della vostra vita”. Quel riproduttore di musicassette grande quanto un pacchetto di sigarette entrò nelle tasche dei giovani dai jeans stracciati come in quelle degli yuppie in giacca e cravatta. La musica era diventata portatile, la si poteva ascoltare ovunque, seduti in metropolitana, camminando per le strade, correndo nel parco. L’ascolto delle cassette in cuffia diventava anche un fatto privato e democratico che non imponeva, anzi rispettava le preferenze musicali di tutti. Ma soprattutto con il Walkman si poteva evadere dal mondo esterno e dai suoi rumori. Come sostiene il critico musicale Ernesto Assante: «Il Walkman è stato il primo medium concepito per l’uomo moderno, isolato anche nella folla, lo strumento che mette in scena l’isolamento e l’esistenza di un universo personale immerso in quello comunitario».

3. Con il CODICE A BARRE il prezzo è giusto

L’idea del codice a barre si deve a Norman Woodland, studente di Philadelphia che lo sperimentò alla fine degli anni 40. Ci vollero però oltre 20 anni per arrivare al primo prodotto venduto usando un lettore di codice a barre: un pacchetto di chewing gum acquistato nel 1974 in un supermercato di Troy (Ohio, Usa). Le linee verticali di diverso spessore, e la corrispondente serie di numeri sottostanti, sono in pratica la carta d’identità dell’articolo. I benefici pratici? I produttori non devono più etichettare i prezzi sui prodotti singolarmente, si fattura automaticamente, si velocizzano i tempi di cassa e nei magazzini. Gli acquirenti invece risparmiano tempo al momento del pagamento e guadagnano in termini di sicurezza. Significa, infatti, che il prodotto è controllato e che il suo prezzo non è soggetto a errori da parte del cassiere.

4. CIBI PRONTI a casa e in ufficio

Hanno cambiato la vita delle donne che lavorano, risolto i problemi dei single che mangiano davanti alla tv e offerto una possibilità di piatti gustosi anche a chi non sa cucinare. Così i cibi precotti da infilare in forno e pronti in pochi minuti hanno rivoluzionato le nostre vite. Sono comodi, spesso si gustano senza nemmeno servirli in un piatto, davanti alla tv. Ma quanto sono benefici per la salute? E fino a che punto favoriscono la nostra rete di relazioni?

5. Generazione PLAYSTATION

Quando la Playstation uscì sul mercato nel 1994 sbaragliò in un batter d’occhio i suoi concorrenti, già attivi da anni nel settore dei videogiochi. Il successo della console targata Sony fu enorme quanto inatteso e in parte si spiega con la facilità del suo uso. Era in pratica una scatoletta munita di cd e di un pad che si collegava al televisore senza problemi di configurazione o altre diavolerie tecniche. Non era più necessario uscire per divertirsi, ma si poteva restare in casa a giocare da soli o in compagnia. Oggi sono arrivate la Wii e altre console. Il 49% degli italiani passa almeno sei ore a settimana in compagnia dei videogame.

6. SOCIAL NETWORK: in linea con amici vecchi e nuovi

Tra le varie reti sociali presenti sul Web, Facebook è quella che rappresenta il vero fenomeno. In Italia è esploso l’estate scorsa al ritmo di 35mila nuove iscrizioni al giorno. Oggi si parla di otto milioni e mezzo di iscritti. Facebook ha sedotto migliaia di persone che non si erano mai interessate prima ai social network, perché non solo mette in contatto gente con interessi affini, ma permette anche di ritrovare vecchie amicizie, condividere pezzi di vita, fotografie e filmati. Al di là di tutte le polemiche sulla tutela della privacy e sul controllo dei contenuti, Facebook rappresenta anche un’inesauribile fonte di informazione. L’editore Alberto Castelvecchi sostiene di averci trovato tre idee per nuovi libri e un gruppetto di giovani in gamba con cui collaborare. Il social network ha destato anche l’interesse delle aziende come potente strumento di marketing. La Regione Toscana ha annunciato che utilizzerà le reti sociali nell’ambito di una imponente campagna di comunicazione. Alcuni animatori multilingue pubblicizzeranno le bellezze della regione su tutte le principali reti sociali da Linkedin a MySpace, da Flick a Twitter e, naturalmente, Facebook.

7. Soldi leggeri e sicuri con le CARTE DI CREDITO

Negli ultimi cinque anni l’uso delle carte di credito in Italia è aumentato dell’83% per un importo totale di circa 129 miliardi di euro. Il che ci mette al terzo posto in Europa per valore di pagamenti transitati. Ci siamo dunque convinti che fare shopping senza portarsi dietro i contanti sia più pratico e sicuro. Uscire o viaggiare con una tesserina di plastica in tasca ci tranquillizza, perché in caso di furto o smarrimento si può bloccare con una semplice telefonata. Significa anche non dover rinunciare a un acquisto imprevisto per mancanza di liquidi: lo compri subito e lo paghi in un secondo tempo.

8. Sms: veloci e discreti

“Merry Christmas”, così recitava il primo sms della storia. Lo inviò Neil Papworth a un collega della Vodafone il 3 dicembre 1992. Doveva essere un servizio accessorio e invece è diventato il modo più economico e divertente di usare il telefonino. I primi a scoprirlo sono stati i giovani, che hanno creato un nuovo linguaggio, fatto di cifre e abbreviazioni per sfruttare al massimo i 160 caratteri concessi. In ambito lavorativo sono utili per ricevere informazioni di servizio (meteo, notizie, quotazioni di borsa ecc.) e di pubblicità. Le aziende italiane hanno investito 67 milioni di euro nell’inviare sms promozionali.

9. Microonde, bluetooth e wireless

Con il termine microonde si è soliti riferirsi al forno, nato in Usa nei primi anni Cinquanta, e che indubbiamente ha rivoluzionato il modo di cucinare in tutto il mondo. Ma le radiazioni elettromagnetiche corte, ossia quelle con una lunghezza d’onda che va da un millimetro a un metro, sono alla base del funzionamento di telefoni cellulari, radar, protocolli wireless come Bluetooth, tv satellitare e sono utilizzate in medicina a scopi diagnostici e terapeutici. Tutte applicazioni che influiscono sullo stile di vita, anche se resta sempre aperta la questione della nocività delle microonde sulla salute. Gli studi scientifici però ridimensionano l’allarme: i singoli apparati non emettono una quantità di radiazioni tali da essere pericolose per l’uomo.

10. SCARPE DA GINNASTICA: un simbolo ai piedi

Invenzione che risale alla fine dell’Ottocento, le scarpe da ginnastica hanno perso la loro connotazione prettamente sportiva intorno agli anni Settanta, quando le innovazioni tecnologiche e le campagne d’immagine condotte da grandi marchi come Nike, Adidas e Reebok ne fecero uno status symbol. A trasformarle in protagoniste della moda ci pensarono gli stilisti, portandole in passerella in versioni glamour, ma rispettandone però l’essenza, che le vuole pratiche e comode. Ogni modello esprime una personalità e un modo di essere diversi, ma al momento di indossarlo la sensazione comune è quella di libertà. Inconsciamente associamo le sneaker al relax, al tempo libero, ai momenti in cui possiamo toglierci il rigido abito della formalità ed essere finalmente noi stessi.

Cristina Galullo, Millionaire 05/2009

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