Luciano Benetton torna in azienda per rilanciarla

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Photo: Giuseppe Pino

Il fondatore di Benetton critica la gestione dei manager e rilancia il marchio con una nuova campagna di Oliviero Toscani.

«Nel 2008, avevo lasciato l’azienda con 155 milioni di euro di attivo e la riprendo con 81 milioni di passivo nel 2016. E quest’anno sarà peggio. Per me è un dolore intollerabile. È per questo che torno in campo insieme a mia sorella Giuliana, che ha 80 anni, e ad Oliviero Toscani». Così Luciano Benetton, fondatore dell’azienda di Treviso, spiega la sua scelta in un’intervista al quotidiano la Repubblica. Un lungo sfogo che alterna rimproveri e amarezza alla voglia di tornare a «colorare il mondo».

«Il bilancio è in rosso e gli errori sono incomprensibili. Come se chi governava l’azienda l’avesse fatto apposta». L’accusa è ai manager. Tra le colpe piu’ gravi quella di aver interrotto la produzione dei maglioni. «È come se avessero tolto l’acqua a un acquedotto… Mentre gli altri ci imitavano, la United Colors spegneva i suoi colori. Ci siamo sconfitti da soli. I negozi, che erano pozzi di luce, sono diventati bui e tristi» aggiunge Benetton.

Per rilanciare il marchio, il fondatore dell’azienda punta su una campagna pubblicitaria firmata da Oliviero Toscani. Due immagini sul tema dell’integrazione con bambini di diverse nazionalità. «Stiamo anche preparando un prodotto nuovo, rifacciamo i negozi, studiamo i colori, ci riorganizziamo… E in poco tempo torneremo a colorare il mondo».

Luciano Benetton ha iniziato a lavorare come commesso in un negozio di stoffe, a 14 anni. Nel 1965, quando aveva 30 anni, insieme ai fratelli Gilberto, Giuliana e Carlo, ha creato la Benetton, a Ponzano Veneto. Nello stesso anno è stato inaugurato il primo negozio a Belluno. Nel ’69, il primo negozio all’estero, a Parigi.

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