Millo Ognissanti: l’italiano dietro a Microsoft

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Millo Ognissanti

«È un lavoro stimolante, entro in contatto con altre culture aziendali. Questo mi arricchisce e mi spinge a cercare soluzioni creative» racconta dall’ufficio di San Francisco.

 

Quasi 20 anni di carriera in Microsoft. Sembra una lunga storia d’amore quella di Millo Ognissanti, responsabile delle collaborazioni di prodotto per Windows con partner strategici a livello globale. C’è del suo in tutte le App che partner come Spotify, Apple, Bytedance, Netflix, Amazon e Meta hanno lanciato nell’App Store di Microsoft. «È un lavoro stimolante, entro in contatto con altre culture aziendali. Questo mi arricchisce e mi spinge a cercare soluzioni creative» racconta dall’ufficio di San Francisco. «Entusiasmante è anche essere testimone di un cambiamento epocale: Microsoft è sempre più aperta alla collaborazione su tutti i fronti, lasciando libertà agli sviluppatori di adottare le tecnologie e i modelli di business che preferiscono. Qualche anno fa sarebbe sembrato impossibile lanciare Surface Duo o aprire il Microsoft Store alle App scritte per Android. C’è stato poi un cambiamento culturale interno: One Microsoft, lavoriamo tutti per la stessa azienda. Cosa non scontata, tutt’oggi diverse big tech non adottano questo approccio».

 

Gli inizi

L’avventura in Microsoft inizia nel 2001, quando Ognissanti viene notato dall’azienda perché insegna Informatica alla Bocconi e lavora con grandi centri di calcolo. «La mia prima sfida per Microsoft è stata ingaggiare le università italiane e far conoscere la tecnologia. Ho avuto subito accesso illimitato a ogni informazione, questo ti insegna due cose: l’importanza della cultura aziendale e della responsabilità di ciascuno».

Dopo l’Italia, va a Monaco, gestendo le relazioni a livello europeo. Poi in America, dove lavora nella sede di Redmond, avendo a che fare con eventi globali. Millo vuole fare esperienze diverse e arricchire il suo curriculum con nuove sfide. Così si trasferisce a San Francisco dove lavora per una startup, MuleSoft, poi acquisita da Salesforce. «In una startup è diverso. C’è un’attenzione maniacale alla bottom line: ogni centesimo deve far crescere il business. I ritmi erano alti, lavoravo nei weekend, ma la passione che ci animava era incredibile».

 

Millo Ognissanti

 

Lezioni

Dal burn out a un viaggio di 6 mesi in Asia per ricaricarsi a un ritorno in Italia, dove lancia due startup che non sono andate lontano. Insegnamenti? «Partire solo con co-founder che condividono la tua visione e valori, chiarendo le aspettative. Altre volte invece il time-to-market è la variabile che determina il successo del progetto. Avevamo la soluzione perfetta, ma abbiamo impiegato troppo tempo a sviluppare un prodotto commercializzabile». Nella Silicon Valley spesso succede il contrario: «Si parte con ingegnose soluzioni tecniche senza però visione o product/market fit. Sono quindi prodotti che non cercano di risolvere problemi reali».

Da Bill a Satya

Visitando una delle 3 sedi Microsoft a San Francisco, Millo racconta i suoi incontri con i Ceo che si sono succeduti: «Bill Gates in privato è molto diverso: appassionato, diretto, perfino brutale. Sono rimasto colpito dall’energia che dimostrò per un prodotto destinato agli studenti in preparazione. Ci disse, battendo i pugni sul tavolo, che dovevamo puntare alla massima qualità. Steve Ballmer era un grande calcolatore, risposte pronte per ogni domanda, carismatico e focalizzato sul business. Satya Nadella ha portato un cambiamento culturale e un’umanità che non c’era. E ha dimostrato che se un’azienda cambia dall’interno, cambia anche l’approccio al prodotto e al mercato».

 

Millo Ognissanti

Ora, che succede?

Molte big tech hanno annunciato il congelamento delle assunzioni, visto il crollo dei mercati. «Ci sono stati tagli, ma non c’è aria di recessione, serve stare più attenti ai costi. In azienda non ho osservato rallentamenti nella ricerca, sviluppo di prodotti o ricerca di nuovi business. La forza di Microsoft? Avere un portfolio di prodotti e servizi molto diversificato».

 

Orgoglio

Altra caratteristica di Microsoft è l’attenzione per diversità e inclusione. «I dipendenti possono dire la loro tramite i PAC (Political Action Committees), in cui si invitano esperti e si discutono argomenti di attualità politica. Poi ci sono gli ERG (Employees Resource Groups), organismi pensati per supportare le minoranze. Millo guida quello che riunisce i dipendenti LGBTQ+ in California. «Sono sposato con un ragazzo cinese conosciuto in Italia. Il mio percorso personale ha seguito quello professionale. Abbiamo organizzato la presenza di Microsoft in tutti i Pride della California, supportiamo associazioni LGBTQ+, sensibilizziamo la volontà e l’impegno aziendale di valorizzare ogni realtà».

 

Millo Ognissanti

 

Dal silicio al futuro

Sui pros and cons della Silicon Valley, Millo non ha dubbi: «È un sistema unico al mondo: un distretto industriale in cui aziende, università e investitori sono a stretto contatto. È bellissimo sguazzare dentro tale densità di tecnologia e parlare con persone con mille idee pronte a collaborare. Un problema è che, se le big tech possono pagare di più per accaparrarsi i migliori talenti, ciò mette in difficoltà le aziende con meno risorse, soprattutto le startup. Le stesse big tech cercano opzioni fuori dalla Bay per accedere a professionisti a costi inferiori».

Sul futuro: «Bisogna prepararsi a sistemi sempre più intelligenti. I dispositivi saranno sempre più capaci di personalizzare l’esperienza degli utenti. Un device imparerà a conoscerci sempre meglio. Perché ciò avvenga è fondamentale il ruolo del cloud, della raccolta e uso intelligente dei dati». Infine, su come prepararsi: «Se penso alle generazioni più giovani, non è così importante il corso di studi, ma seguire le proprie passioni. Ciò che fa la differenza è mantenere una visione d’insieme sulle tecnologie emergenti e imparare a scegliere e applicare quella giusta».

 

Da Millionaire settembre 2022

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