My Cooking Box chiude un round da 2 milioni di euro

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chiara rota my cooking box

La startup della cucina in kit chiude un nuovo round da 2 milioni di euro. E, dopo Cameo, entra nel capitale di My Cooking Box anche l’azienda di sottaceti Ponti, che guida l’operazione. «È la conferma che l’idea iniziale da cui siamo partiti e il modello di business sono risultati convincenti» ha commentato Chiara Rota, founder e Ceo dell’impresa.

36 anni, ingegnere, nel 2015 ha creato la startup che realizza e vende “meal kit” con gli ingredienti per cucinare piatti regionali e gourmet. Ha raccolto i primi fondi con l’equity crowdfunding. Nel 2019 ha chiuso un aumento di capitale da un milione di euro. Ha conquistato nuovi partner (tanti big, da Mutti a Unilever), aperto il primo flagship store a Milano e raggiunto nuovi mercati stranieri. Dalla Germania, dove è già attiva la piattaforma di e-commerce, agli Stati Uniti, dove le food box sono in vendita nella grande distribuzione.

La crescita nell’anno della pandemia

«Il 2020, sebbene la pandemia abbia richiesto una riorganizzazione dell’attività, a volte non semplice per una realtà giovane e dinamica come la nostra, ha visto una crescita esponenziale del nostro canale e-commerce» racconta Chiara.

«Il fatto che fossimo già ben strutturati a livello tecnologico ci ha premiato e ci ha consentito di crescere ulteriormente. Abbiamo ricevuto una richiesta maggiore di ricette gourmet elaborate, come le nostre Cene, che richiedono più tempo per la preparazione. Del resto, la voglia di gustare e apprezzare del buon cibo, anche nei momenti più difficili dell’anno, non è mai mancata, anzi, si è fatta ancora più impellente».

Alla conquista di nuovi mercati

Oggi My Cooking Box vende in 10 Paesi all’estero. Conta 25 dipendenti. Ha chiuso il 2020 con un fatturato di 2 milioni di euro e 90mila box vendute.

Ieri ha annunciato l’ultimo round. A investire, oltre a Ponti e Cameo, ci sono anche alcuni business angels italiani.

«Siamo molto soddisfatti della fiducia che importanti investitori hanno dimostrato per la nostra azienda» spiega Chiara. «Guardiamo al futuro con positività e con ulteriore voglia di crescere. Quanto ottenuto ci consentirà di consolidare la nostra posizione di leadership in Italia e di rafforzare la presenza in Europa e in altri importanti mercati come gli Stati Uniti».

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