Paura di abbracciare l’innovazione?

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Old Spice, noto brand di prodotti per il corpo di proprietà della Procter & Gamble, ha da poco rilasciato un video virale per pubblicizzare un deodorante, che dimostra il modo in cui l’azienda è capace di “abbracciare” l’innovazione e la creatività, rendendole dei potenti strumenti di marketing.

Il video è molto divertente, s’intitola “Muscle Music” e ritrae l’ex giocatore di football americano Terry Crews che suona degli strumenti musicali utilizzando i propri muscoli:

Old Spice Muscle Music from Terry Crews on Vimeo.

Da quando Old Spice ha iniziato questo tipo di campagne, nel 2010, i suoi dati di vendita sono aumentati del 107% (fonte: CNNMoney).

Perché cominciare con questa pubblicità stravagante? Per cercare di capire insieme come possiamo affrontare creatività, innovazione e sperimentazione. E per capire che conviene farlo.

Perché hai paura di abbracciare l’innovazione

Esistono fattori ragionevoli per cui tu non hai la minima intenzione di cambiare, sperimentare nuove strade, innovare.

Prima o poi, però, avrai bisogno di reinventare un processo, ripensare un prodotto, rivedere la tua campagna di marketing: capita sempre che qualcosa vada storta, che ciò che avevi progettato con tanta cura non ottenga i risultati insperati.

Cominciamo subito col dire che nel campo dell’innovazione non esistono soluzioni preconfezionate, e questa è la prima ragione per cui abbiamo paura di abbracciare l’innovazione:

Fare buona sperimentazione vuol dire fare un sacco di errori.

È la natura stessa della sperimentazione, vero banco di prova dell’innovazione: procedere per prove ed errori, finché non si ottiene un risultato soddisfacente. Gli errori costano, è vero, ma forniscono una dote di apprendimento, unita alla comprensione profonda dei problemi che riguardano la nostra attività.

Il ragionamento è di Jeffrey Phillips, marketer di professione e autore del blog “Innovative on purpose”, premiato come secondo miglior blogger sull’innovazione per due anni di fila negli States.

Il post di Phillips parte dall’esperienza di Thomas Edison che, prima di essere un inventore,  era uno sperimentatore:

Il fallimento di un esperimento dato non bloccava il suo lavoro, semplicemente apriva nuove aree di esplorazione e creava nuovo apprendimento

Occorre innanzitutto il coraggio di imparare dai propri errori: solo in questo modo possiamo essere in grado di abbracciare davvero l’innovazione. Chiaramente c’è un limite: nessuna azienda seria può permettersi il lusso di fallire a ripetizione, solo per il gusto d’imparare.

Occorre equilibrio, e Phillips fornisce la giusta formula:

Molti piccoli e calcolati fallimenti innovativi, basati su degli esperimenti, hanno di gran lunga più valore e sono più tollerabili di un grosso fallimento nell’introduzione di un nuovo prodotto

Esistono, poi, almeno altri due fattori che ci frenano nell’abbracciare l’innovazione:

Abbiamo allenato i nostri consumatori ad aspettarsi solo la perfezione

Terza e ultima ragione: copiare è più semplice.

È di gran lunga più sicuro e molto più semplice copiare pedissequamente il prodotto, i canali di distribuzione o i modelli di business di un competitor, piuttosto che sperimentare nuove offerte

Quali i vantaggi

Potrebbe bastarvi il dato che abbiamo condiviso con voi in apertura: una campagna di marketing innovativa ha prodotto un +107% di vendite nel giro di due anni.

Il dato è una conferma di quanto scrive Phillips:

I profitti sono marginali quando copi

Nadia Goodman, esperta di psicologia e blogger freelance, rafforza il concetto quando dice che

cambiamenti audaci che scompigliano lo status quo alimentano l’innovazione e l’imprenditoria

Come abbiamo scritto precedentemente, per farsi notare oggi, essere innovativi diventa un must: come dice Seth Godin, “molto sta nel non essere noiosi”.

Come farlo praticamente

Abbiamo provato a darvi alcuni consigli in due articoli precedenti: La creatività è un must. Ecco come svilupparla e 5 (+1) consigli da sfruttare nel processo creativo.

Oggi guardiamo insieme le dritte di Nadia Goodman. Secondo la psicologa, per essere più aperti all’innovazione, occorre uscire dalla propria “comfort zone”, la propria area confortevole, dove ci sentiamo protetti dal cambiamento che ci spaventa:

Per prendere un rischio calcolato, è necessario che tu ti senta a tuo agio con l’essere un pochino non a tuo agio

Sembra un astruso gioco di parole, ma il concetto è molto semplice: per essere più aperto alle idee innovative, devi fare in modo di mettere te stesso in situazioni di cui non hai il controllo. Un po’ alla volta, senza cambiamenti radicali.

Ecco gli “esercizi” proposti.

1. Prendi lezioni di improvvisazione.

L’abbiamo visto: ogni volta che corri un rischio durante il tuo lavoro, ti confronti con la possibilità del fallimento. L’improvvisazione rispecchia questo tipo di esperienza.

Nell’improvvisazione, infatti, devi cavartela con le tua sole forze, sviluppando creatività e innovazione, incoraggiando te stesso a essere aperto a nuove idee. Durante l’improvvisazione, infatti, non puoi mai respingere un’idea: sei obbligato ad accettarle e a costruirci sopra storie e dialoghi.

Questo tipo di esercizio può renderti meglio equipaggiato nel dare una forma concreta a idee stravaganti, rendendola utile e interessante, piuttosto che mettendola a tacere.

2. Fai a cambio posto con il/la receptionist.

Se lavori tutto il giorno rintanato nel tuo ufficio, hai bisogni di uscire fuori da quella rete di salvezza: passa una settimana nel bel mezzo delle attività dei tuoi collaboratori.

È l’esperimento di Tim Brown, CEO e presidente di IDEO (società di consulenza in design), che ha scambiato il proprio posto con la receptionist, nella speranza di sentirsi meno isolato. Tale cambiamento, portò i suoi collaboratori e dipendenti ad aprirsi maggiormente con lui. Dopo una settimana, dichiarò pubblicamente di essere pronto a “rivoluzionare l’azienda”.

Il rischio è di avere una settimana meno produttiva, però la possibilità di “guardare” la tua attività da una prospettiva diversa è certamente un vantaggio che porta a una maggiore apertura mentale, incoraggiando la collaborazione e la nascita di nuove idee.

3. Apriti ai giudizi.

Dai ai tuoi consumatori la chance di parlarti apertamente in un forum: meglio dal vivo, ma può funzionare anche una conference call (su Skype o Google+).

Rispondi alle loro domande in maniera onesta e ascolta le critiche tenendo la mente aperta.

Ovviamente non potrai accontentare ogni singola richiesta, ma riconoscere i temi principali affrontati dai tuoi clienti può fornirti una profonda comprensione del tuo mercato di riferimento, aiutandoti a modulare le successive innovazioni in base alle loro richieste.

 

Hai trovato utili questi consigli? Ne hai messo in pratica qualcuno? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!

 

Gennaro Sannino

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