Premio Cottino: dall’imprenditore filantropo 100mila euro per le startup

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Foto Facebook Fondazione Cottino

Le sue aziende sono arrivate a 1.200 dipendenti e 250 milioni di euro di fatturato. Oggi Giovanni Cottino, 90 anni, finanzia progetti di ricerca scientifica, istruzione e solidarietà.

Ha 90 anni, un passato di successi imprenditoriali e la voglia di investire sui giovani. Giovanni Cottino, torinese, nel 2002 ha costituito una fondazione che promuove progetti nel campo della ricerca scientifica, dell’istruzione e della solidarietà. Ogni anno finanzia una startup italiana con 100mila euro, con il Premio Applico Oftalmologia. Possono partecipare medici, ricercatori, aspiranti imprenditori. A condizione che il progetto sia innovativo e porti una soluzione concreta a un bisogno. Il denaro è destinato a trasformare la ricerca in un prodotto vero e proprio.

«Non siamo solo finanziatori di startup, ma veri partner nel cammino di sviluppo da ricerca a impresa» spiega Giovanni Cottino in una nota.

Nella prima edizione è stata premiata D-Eye, la startup del medico Andrea Russo, che ha inventato un dispositivo per visitare gli occhi con l’iPhone. Quest’anno il premio è stato assegnato a Alfonso Iovieno, professore salernitano che lavora tra l’Arcispedale Santa Maria Nuova, in Emilia Romagna, e l’Eye Care Center di Vancouver, in Canada. Il suo progetto Eye Co-De prevede la realizzazione di un dispositivo che faciliti l’esecuzione di interventi di trapianto corneale lamellare.

Dai fatturati milionari alla venture philanthropy

Cottino si laurea in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino. Lavora per varie aziende, ricopre ruoli manageriali in Italia e all’estero. Nel 1975 fonda la sua impresa, la Plaset, specializzata nella produzione di pompe di scarico per lavatrici e ventilatori per forni e cappe. Alla Plaset si aggiungono Ceset e Olmo. E, in dieci anni, il gruppo arriva a 1.200 dipendenti e un fatturato di 250 milioni di euro. Nel ’98 vende alla multinazionale Emerson. Poco dopo costituisce la fondazione che porta il suo nome e quello della moglie scomparsa.

Non si tratta solo di “venture philanthropy“: investire capitali in innovazione e impresa. L’obiettivo dell’industriale di Torino è anche quello di «restituire alla società un’esperienza e un successo – anche economico – che non può rimanere fine a se stesso». Come ha spiegato Cottino durante premiazione: «Il futuro dipende dal nostro investimento sui giovani e dalle opportunità che si creano per la loro crescita. Dobbiamo per questo accompagnarli in un cammino che noi abbiamo già fatto e di cui conosciamo le sfide».

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