Quella generazione che vince con il gioco di squadra

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Il team di Zenoni & Colombi

La vita e il lavoro sono un gioco in cui il genio eccelle, ma dietro ha la squadra. Le prove? Negli scacchi o in un Mac anni ‘80.

“È stata la scacchiera a colpirmi. Esiste tutto un mondo in quelle 64 caselle. Mi sento sicura lì, posso controllarlo, posso dominarlo ed è prevedibile”. Così Beth Harmon, protagonista della serie tv che lo scorso anno ci ha emozionato. Ma dietro questa talentuosa campionessa di scacchi, diventata eroina nella pellicola di Netflix La regina degli scacchi, c’è molto altro. Perché nella storia di questa orfana di 9 anni timida e introversa c’è il senso di rivalsa, perseveranza, genialità, lucida follia. E poi il gioco di squadra.

“Quelle come te non hanno vita facile. Sei due facce della stessa medaglia: da una parte il talento, dall’altra il prezzo da pagare”. Così le disse Scheibel, il vecchio custode dell’orfanotrofio, suo mentore negli scacchi. Ma quel talento è riuscito poi a spiccare il volo grazie ai preziosi consigli degli amici durante le partite nella finale mondiale in Russia.

Vincere grazie al gioco di squadra. Una lezione che oggi più che in passato sono i giovani a darci.

Una recente ricerca del Centro di Ricerca International Marketing & Sales Communication dell’Università Iulm ha fotografato la meglio gioventù mondiale, ossia i giovani attivisti di 186 Paesi impegnati a Youth4Climate, l’appuntamento italiano preparatorio a Cop26, tenutosi a Glasgow. Dalla fotografia emerge un ascolto plurale e più attivo rispetto alle vecchie generazioni. Questi ragazzi riescono a rappresentare nelle negoziazioni anche gli interessi di coloro che non stanno partecipando. Nel 92% dei casi hanno mostrato notevoli capacità di mettersi nei panni degli altri e di comprenderne le priorità.

È la generazione win-win: si vince con l’ascolto. Ne era convinto Steve Jobs. Correva l’anno 1983 e così Jobs ammoniva la sua squadra di ingegneri, programmatori, informatici. Il tutto grazie a una squadra multidisciplinare e trasversale che si rivelò vincente. Un modello pionieristico, anteprima di quell’azienda che oggi si impone. Ancora una volta si vince col gioco di squadra.

Tre storie vincenti

  • Lorenzo Zenoni guida con gli altri fratelli e sorelle Zenoni & Colombi (foto in apertura), impresa bergamasca che vende online per il 40% del fatturato. L’azienda è nata nel 1982 ed è incentrata sulla vendita di biancheria e tessuti Made in Italy per la casa, ristoranti e alberghi. Grazie all’online, l’impresa ha continuato a lavorare, comprando tessuti e materie prime dalle imprese della zona.
  • stefano caccavari mulinum digitalStefano Caccavari è un 30enne calabrese, insignito da poco del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. Stefano ha riacceso l’ultimo mulino in pietra della Calabria grazie a un crowdfunding che ha raccolto quasi 600mila euro e rilanciato sui social, riattivando una filiera legata al grano Senatore Cappelli. Ha moltiplicato con l’e-commerce le consegne in Italia e Europa.
  • Giuseppe Savino è un 40 enne agricoltore foggiano, tornato nella sua terra dopo esperienze tra Londra e New York. Ha aggregato altri agricoltori pugliesi in un percorso di digitalizzazione chiamato VàZapp, hub rurale per creare innovazione nel mondo agricolo. Lo scorso anno ha lanciato l’iniziativa Tulipani sospesi per regalare 10.000 fiori negli ospedali e nelle strutture di cura in Italia.

 

Da Millionaire di gennaio 2022.

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Giornalista, nel 2010 ha fondato www.wwworkers.it community che aggrega migliaia di lavoratori della rete. Ha scritto il libro Wwworkers, edito da Gruppo24Ore

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