Scambiare oro in bitcoin (e viceversa): la rivoluzione di una startup italiana

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Il team di Conio con al centro i founder, Vincenzo Di Nicola e Christian Miccoli.

Vi ricordate Conio, l’App per comprare e vendere bitcoin, creata da un cervello di ritorno che, dopo aver venduto una startup a Jeff Bezos in California, ha deciso di riprovarci in Italia? Bene. Conio, fondata dallo startupper Vincenzo Di Nicola e dall’economista Christian Miccoli, è partita più di un anno fa e oggi ha intrapreso una nuova rivoluzione. Grazie a un accordo con uno storico operatore del mercato del metallo giallo, Confinvest, da oggi è possibile trasformare i bitcoin nel più fisico dei beni rifugio, l’oro. E viceversa. È la prima realtà europea a permettere questo servizio.

Due mondi così diversi riescono a incontrarsi?

«La fisicità dell’oro, adoperato da millenni, e la virtualità del bitcoin, adoperato da nove anni. Due mondi solo apparentemente agli antipodi che invece si vengono incontro e ci fanno capire come il digitale e il reale siano sempre più connessi. E, soprattutto, che stiamo entrando davvero in una nuova era» ci ha spiegato Vincenzo Di Nicola.

Come funziona?

Basta scaricare l’App Conio e attivare un account. Chi possiede monete d’oro e lingotti li consegna a Confinvest, che invierà immediatamente il valore corrispondente in bitcoin sull’account Conio del cliente. Viceversa chi vuole convertire i bitcoin, può trasferirli all’account di Confinvest e riceverà il corrispondente fisico in oro.

Una startup da premio

Insomma, l’incontro tra monete e bitcoin sembra la naturale evoluzione di Conio, una startup (nata per consentire a chiunque, piccoli e grandi risparmiatori, di accedere al mercato dei bitcoin con la massima semplicità) che continua a far parlare di sé. Non solo perché cresce, assume, è partecipata da Poste Italiane, ma anche perché ha appena vinto il premio come miglior design FinTech alla San Francisco Design Week, ex aequo con Square, l’App inventata da Jack Dorsey, fondatore di Twitter. «C’è ancora molta strada da percorrere, ma sono grato a chi ci ha aiutato fin qui» ha commentato Vincenzo Di Nicola.

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