Smart working, Ferrero estende il progetto pilota a 350 dipendenti

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Dopo i risultati positivi della prima fase di test, che ha coinvolto 100 lavoratori, l’azienda di Alba permetterà ad altri 250 dipendenti di lavorare da casa un giorno alla settimana.

Lavorare da casa almeno un giorno a settimana anziché andare in ufficio. È il cosiddetto smart working o lavoro agile. In Italia sono già molte le grandi imprese coinvolte. 250mila i lavoratori “smart”, secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano. Un numero destinato a crescere, come dimostra la scelta di Ferrero. L’azienda, che aveva avviato ad aprile un progetto pilota per 100 dipendenti, ha annunciato che dal 29 gennaio 2018 estenderà il lavoro agile ad altri 250 lavoratori dello stabilimento di Alba. I dipendenti potranno lavorare da casa un giorno a settimana.

Il primo esperimento è riuscito, come dimostrano i numeri e i feedback dal personale. In poco piu’ di sei mesi, il lavoro agile ha permesso di risparmiare circa 5000 ore di viaggio. I dipendenti hanno svolto 12mila ore di lavoro da casa. Impiegati e manager sono soddisfatti dei risultati ottenuti: lavorare in modalità smart non ha avuto ripercussioni negative sulla produttività. Al contrario, ha influito positivamente sulla capacità individuale di organizzare il proprio tempo, sul rispetto delle scadenze e sull’autonomia nella gestione del lavoro. I lavoratori coinvolti non hanno riscontrato problemi nel coordinamento con i colleghi, sia nella condivisione delle informazioni che nella gestione delle urgenze, e hanno apprezzato la dimostrazione di fiducia da parte dell’azienda.

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