Soundreef raccoglierà i diritti attraverso l’associazione non profit Lea

0
3142

E alla fine Davide trova il modo per battere Golia. Soundreef, la piattaforma per la raccolta e la gestione dei diritti d’autore che sfida il monopolio Siae, ha annunciato ieri un accordo che le permetterà di lavorare legalmente anche in Italia, sfruttando la parziale liberalizzazione del mercato.

A ottobre il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2018 ha aperto il mercato dei diritti alle società senza scopo di lucro. Per operare seconde le regole, la startup ha deciso che riscuoterà i diritti dei suoi artisti attraverso l’associazione non profit Lea (Liberi editori autori). «Oggi crolla definitivamente il Monopolio della Siae» si legge in un tweet. «È stata una lunghissima lotta. Partita nel 2011 con soli 85k di investimenti. Noi abbiamo sempre pensato che fosse difficile ma possibile. Anche in Italia si può fare».

Immediata la reazione della Siae, che in una nota ha espresso “sconcerto”, augurandosi l’intervento di istituzione e autorità preposte.

Il ragazzo che ha sfidato il gigante del copyright è Davide D’Atri, 37 anni, romano. Nel 2011 ha fondato Soundreef a Londra, insieme al socio Francesco Danieli. Oggi la startup opera in più di 20 Paesi e amministra il repertorio di oltre 25mila autori ed editori. Tra gli 11mila italiani ci sono Fedez, Enrico Ruggeri, J-Ax, Gigi D’Alessio, Nesli, Rovazzi e molti altri. Pochi giorni fa Soundreef ha chiuso un accordo anche con Youtube, attraverso cui riscuoterà direttamente i compensi sulle opere dei propri iscritti.

Che differenza c’è rispetto alla Siae?

«1) Con la Siae l’utilizzatore paga, l’avente diritto riscuote e la Siae trattiene una commissione» ha spiegato Davide in un’intervista a Millionaire. «. Con Soundreef invece analizziamo le utilizzazioni in maniera digitale, cioè controlliamo tutti i canali e se troviamo un nostro brano facciamo pagare la licenza. 2) Con il sistema tradizionale il pagamento per l’autore viene fatto dopo 18-24 mesi dopo l’utilizzo di un brano, noi rendicontiamo entro 7 giorni e paghiamo entro 90. 3) Infine, maggiore trasparenza. Tutto è tracciato online: in ogni momento ogni iscritto può andare sul proprio account e vedere esattamente dove la musica è stata suonata e quanto ha guadagnato». Leggi qui l’intervista completa.

Print Friendly, PDF & Email

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.