Talent Garden: finanziamento record da 44 milioni di euro

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È tra i più grandi round chiusi da una società innovativa in Italia, annunciato come il più importante fund raising mai realizzato da un gruppo di investitori italiani nel nostro Paese: 44 milioni di euro, tra equity e debito, che permetteranno a Talent Garden, piattaforma di coworking e formazione digitale, di crescere ancora in Europa.

«L’innovazione non è solo in Silicon Valley»

«Abbiamo in programma di aprire nei prossimi cinque anni 20 nuovi campus in tutta Europa e di ampliare ulteriormente la portata della nostra Innovation School, soprattutto in Italia, dove ha già formato 3.500 persone» commenta Davide Dattoli, 28 anni, Ceo e founder di Talent Garden. «L’obiettivo è attirare più di 15.000 talenti tecnologici nei nostri coworking, formare 20.000 persone sulle competenze digitali e avere un impatto su oltre 1 milione di persone all’anno grazie ai nostri eventi» scrive in un post su Facebook.

«L’innovazione non cresce solo a San Francisco o a New York, anche l’Europa può essere un’incredibile fonte di talento. La questione più importante è supportare e sviluppare l’ecosistema… Stiamo vivendo la rivoluzione digitale e Talent Garden è la casa di questa rivoluzione». Il piano di sviluppo prevede anche la quotazione in borsa.

Dal primo coworking al più grande network d’Europa

Spinto da una passione precoce per web e digital, Dattoli ha creato il suo primo Talent Garden nel 2011, a Brescia. Aveva solo 21 anni. Ha iniziato con uno spazio di coworking. Poi ha diversificato e ampliato il business. Ha creato un network che fa incontrare i talenti digitali per far nascere idee, creare impresa e lavoro. Ha aperto l’Innovation School, dedicata alla formazione e agli eventi. Oggi Talent Garden ha 23 sedi in 8 Paesi, 3500 membri e 104 milioni di investimenti raccolti. Davide è tra i 30 under 30 più influenti d’Europa, in ambito tech e digital.

All’ultimo round, guidato da StarTIP – Tamburi Investments Partners, hanno partecipato molti family office e investitori italiani, come Angelini, D’Amico, Dompè, Fondo Indaco Ventures, Club degli Investitori e BeConsulting. Anche Social Capital, noto venture capital della Silicon Valley, ha partecipato all’operazione.

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