Tiziano Ferro: «Mi dicevano che non ce l’avrei fatta. Eccomi a San Siro con 50mila persone»

«Se ce l’ho fatta, se per qualunque motivo oggi sto bene con me stesso, se ho superato sensi di colpa e scarsa autostima, lo devo a voi. Quindici anni fa ho fatto il mio primo concerto a Milano. Mi trovavo in un piccolo locale e non era nemmeno pieno. Oggi a San Siro trovo 50mila persone, in una giornata di caldo infernale e di sciopero dei mezzi pubblici. E interpreto tutto questo come un segnale».

Così Tiziano Ferro ha conquistato Milano, il 16 giugno, nella seconda tappa del suo “Il mestiere della vita Tour 2017”. Dopo Torino e Bologna, canta allo stadio Olimpico di Roma (28 e 30 giugno), per poi andare a Bari, Messina, Salerno e Firenze.

Di battaglie, Tiziano Ferro ne ha vinte parecchie. Ha superato la timidezza. «Chi mi conosce bene mi chiede sempre come faccio a cantare davanti a così tante persone. Lo posso fare perché mi sento accettato e voluto bene da voi». Ha vinto contro la bulimia. È arrivato a pesare 101 chili. È arrivato al successo dopo grandi delusioni.

Figlio di una casalinga e di un geometra, nato nel 1980, ha incontrato la musica a 5 anni. Gli regalano una tastierina giocattolo e lui si innamora. E la musica sarà la sua salvezza. Lo capisce da subito. Così studia, frequenta corsi privati di chitarra, canto, pianoforte, batteria. Ma emergere per lui sarà difficilissimo. Partecipa come concorrente alla trasmissione televisiva Caccia alla frase su Italia 1, dove il conduttore Peppe Quintale gli permette di esibirsi. Ma dopo qualche minuto lo liquida con una battuta sprezzante circa le sue possibilità di diventare cantante.

Tiziano non si dà per vinto: tenta di partecipare al Festival di Sanremo, ma viene scartato alle prime selezioni. Ritenta l’anno successivo (siamo nel 1998) ma non riesce ad aggiudicarsi uno dei 3 posti che garantiscono l’ammissione al Festival. A quel punto sembra arrendersi, il suo futuro di cantante è incerto. Si iscrive alla facoltà d’Ingegneria alla “La Sapienza” di Roma; poco dopo passerà a Scienze della comunicazione. Intanto partecipa come corista alla tournée dei Sottotono. E ricomincia a credere nei suoi sogni. Di questo periodo è l’incontro con Alberto Salerno e Mara Maionchi che segnano la sua fortuna. Il suo primo album Rosso Relativo esce nel 2001.

La felicità? È accettare se stessi

Grazie a tenacia, prove e tentativi, da corista di Latina arriva ad essere uno degli artisti italiani più apprezzati nel nostro paese. Oggi Tiziano vive e lavora a Los Angeles e ha capito che le porte delle felicità passano lungo il corridoio dell’accettazione di se stesso. Un’accettazione che ha costruito pezzo per pezzo durante gli anni, gli aeroporti e gli alberghi delle città che lo hanno ospitato, le persone che ha incontrato, i libri e gli studi che fatto, le canzoni che ha scritto e prodotto per sé e per gli altri

Nel 2010 Tiziano, ormai trentenne, è capace di aprirsi con sé e con la sua famiglia e dichiarare al mondo la sua omosessualità. E a San Siro ha raccontato:

«Tutti mi chiedono di parlare in questa settimana dei diritti degli omosessuali. Ma io sono qui e voglio parlare dei diritti degli uomini, delle donne, dei bambini, degli italiani, di chi ci crede, di chi ama. Io sono qui per l’orgoglio dell’essere umano. Siete voi il mio Pride. Siete voi il bell’esempio che voglio portare a casa».

Millionaire è stata invitata da LG ad assistere al concerto di Tiziano Ferro venerdì 16 giugno allo stadio di San Siro. Lo spettacolo è durato due ore. È iniziato alle 21 in punto. Con un’introduzione registrata che vuole essere un augurio per tutti e un inno all’andare avanti.«Non concedo una seconda possibilità al cinismo. Alla mancanza di empatia e di carità. Ho smesso di perdere tempo con ciò che mi rammarica o mi intristice… Il passato alle spalle, un capitolo nuovo. Con la serenità di accettare le cose che non riesco a cambiare e il coraggio per cambiare quello ch posso».

 

 

Video da 16 giu 2017

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