U-Mask, le mascherine italiane che conquistano la Formula 1

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GP UNGHERIA F1/2020 - © Scuderia Ferrari Press Office

Da Charles Leclerc a Max Verstappen, in tempi di pandemia, anche i piloti della Formula 1 indossano le mascherine. Ai box, prima di mettersi al volante, sul podio. Per i loro team, le due scuderie rivali Ferrari e McLaren hanno entrambi scelto lo stesso dispositivo. Si chiama U-Mask. Colorata, biotech, 100% made in Italy, purifica l’aria e protegge da virus e batteri fino a 200 ore. È un nuovo progetto vincente di Betta Maggio.

Imprenditrice pluripremiata, nel 2012 ha creato U-Earth, un’azienda biotech che sviluppa sistemi innovativi per la purificazione dell’aria. Il suo sogno? Un mondo senza inquinamento dove tutti possano respirare aria pulita. Partendo dalle ricerche dello zio scienziato, Maggio ha creato un bioreattore capace di catturare e digerire gli agenti contaminanti attraverso l’uso di batteri naturali. Funziona come un piccolo «concentrato di foresta». Consuma pochissimo, quanto una lampadina. Attorno a ogni bioreattore si crea una bolla di aria pura. Un sistema di monitoraggio tiene sotto controllo la qualità dell’aria in tempo reale. E un’app mostra su mappa tutte le Pure Air Zone attive nel mondo.

Ci sono voluti anni di studi e test. Ma Betta Maggio non ha mai mollato. «Ogni porta in faccia è una palestra. Più ne prendi e più sei preparata» ci ha raccontato. Ha creato il primo prototipo nel 2007, ha avviato la startup a Torino, trasferendola poi a Londra due anni fa. Soprattutto è riuscita a portare i purificatori d’aria in aziende, scuole, ospedali, palestre, alberghi, ristoranti, e anche in parchi pubblici, aeroporti, stazioni.

Con l’emergenza Covid, la scaleup ha applicato la stessa tecnologia di purificazione dell’aria (in miniatura) alle mascherine, riuscendo a combinare estetica, funzionalità e sostenibilità. La U-Mask Model Two è interamente prodotta in Italia. La cover esterna è di Econyl, un nylon rigenerato sviluppato dall’italiana Aquafil. È riutilizzabile, può essere lavata. Il filtro intercambiabile, grazie a uno strato (BioLayer) in attesa di brevetto, impedisce la proliferazione di virus e batteri. Non si limita a bloccare i contaminanti, ma li uccide, e si autosanifica. Anche il design piace. Così la mascherina finisce negli scatti social di influencer, sportivi e vip, da Chiara Ferragni a Leonardo Bonucci. E conquista la Formula 1.

formula 1 mascherine
Lando Norris, McLaren

McLaren ha deciso di personalizzare la sua Model Two con il messaggio WeRaceAsOne, contro le discriminazioni e per la lotta al Covid-19. Il modello è in vendita nello store online della casa automobilistica. Parte del ricavato sarà devoluto in beneficenza. Anche U-Earth, con il progetto #WarToCovid, utilizzerà parte dei profitti per donare purificatori agli ospedali. «Quasi tutte le scuderie hanno deciso di servirsi di U-Mask per proteggere il proprio personale in pista» fanno sapere da U-Earth. «Il prossimo passo sarà dunque portare il bioreattore in Formula 1 per catturare le emissioni delle vetture. E ci sono buone possibilità che avvenga presto».

Info: https://it.u-mask.eu/

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1 COMMENTO

  1. Se poi coprissero il naso quando si apre la bocca oltre ad essere le più amate dei vip farebbero anche quello per cui dovrebbero servire

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