Uno strumento per riparare le buche vince l’edizione italiana del James Dyson Award

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roadfix strade dyson
Nella foto Luca Grosso e Alessio Puleo

Ripara le buche, facilita il lavoro degli operatori stradali e permette alle aziende di pubblicizzare il proprio marchio, imprimendolo sull’asfalto: le imprese sponsorizzano la riparazione, la strada torna a essere sicura e il Comune risparmia, a beneficio di tutta la comunità. Si chiama Roadfix. Lo hanno sviluppato tre designer del Politecnico di Milano, Luca Grosso, 26 anni, Silvana Migliozzi e Alessio Puleo, 27. Il loro progetto è il vincitore dell’edizione italiana del James Dyson Award 2021. Roadfix concorrerà alla finale internazionale, insieme a invenzioni provenienti da altri 27 Paesi. Il vincitore sarà annunciato il 17 novembre.

La soluzione made in Italy al problema della sicurezza stradale

Secondo il Global Risks Report 2020, la scarsa manutenzione delle strade e le buche sono tra le principali cause di incidenti, soprattutto da quando sono più diffusi i servizi di micromobilità (come bici e monopattini elettrici). In più la manutenzione rappresenta un costo considerevole per i Comuni. Da qui il progetto, nato durante il Laboratorio di Concept Design al PoliMi nel 2019.

strade roadfix«Vogliamo rivoluzionare il modo di riparare i difetti stradali, consentendo un intervento tempestivo ed efficace e dando valore sia ai privati che alla comunità» spiega Alessio Puleo. Gli obiettivi finali: favorire la sicurezza, semplificare i lavori di riparazione e aprire nuove frontiere di marketing.

L’ispirazione viene dall’arte giapponese del Kintsugi, che consiste nel riparare vasi e oggetti rotti con l’oro, per valorizzare le crepe e dare nuova vita alle ceramiche. I difetti diventano risorse da esaltare.

Come funziona

Al posto di bitume e badile, Roadfix miscela acqua e polvere di cemento tramite una frusta azionata da motore elettrico. Per versare l’impasto basta premere un pulsante. La ruota posteriore compatta la malta e imprime la trama (a scelta) sul terreno. Le aziende possono apporre il proprio logo sulla ruota, per personalizzare la riparazione, e sul macchinario, in modo da avere visibilità già durante i lavori.

«Il prossimo step sarà creare un prototipo dotato di componenti elettriche e iniziare la fase di test su strada con alcuni operatori» spiega Silvana Migliozzi.

I finalisti italiani

Oltre a Roadfix, in Italia sono stati selezionati due progetti che si contenderanno i premi per i finalisti internazionali. Entrambi mettono al centro la sostenibilità. Ocean Washing System è un sistema che trattiene tutte le microplastiche dal lavaggio dei vestiti, progettato da Martina Mancini, studentessa della Sapienza di Roma. ProFONDO Coffee Pellet Machine è un dispositivo che ricicla i fondi di caffè e li trasforma in bio pellet a chilometro zero. L’idea è di Davide D’Amico, studente del Politecnico di Milano.

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