Il fondatore di ByteDance (TikTok) lascia la guida dell’azienda: “Non ho tutte le qualità del leader ideale”

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“Non ho tutte le qualità per essere un manager ideale, faccio ancora troppo affidamento sulle mie vecchie idee, sono poco social. E voglio evitare che l’azienda cada nella trappola di un Ceo che diventa troppo centrale”. Si possono riassumere così le motivazioni che hanno portato Zhang Yiming, 38 anni, fondatore di ByteDance e ideatore di TikTok, a fare un passo indietro e lasciare la guida dell’azienda. Lo ha annunciato in una lettera ai dipendenti. Entro la fine del 2021 cederà il suo posto a Liang Rubo, co-founder e attuale responsabile delle risorse umane di ByteDance. Zhang resterà in azienda con un altro ruolo da “daydreamer” non ben specificato.

«Il nostro successo negli ultimi nove anni si è basato sulla nostra capacità di innovare al momento giusto» scrive l’imprenditore nella sua lettera. «Ora è tempo di pensare a come possiamo non solo scalare, ma soprattutto fare progressi innovativi, significativi e a lungo termine verso la nostra missione».

Daydreaming

In un bagno di umiltà, insolito per il leader di un’azienda che vale centinaia di miliardi di dollari (250 secondo gli ultimi dati), Zhang ammette di voler cedere il posto per non ostacolare l’innovazione e la crescita di ByteDance. Si definisce un sognatore ad occhi aperti, un tipo solitario, poco adatto alla leadership.

«Temo di fare ancora troppo affidamento sulle idee che avevo prima di avviare l’azienda e di non essermi messo alla prova aggiornando quei concetti» scrive.

«L’innovazione e il successo hanno radici in anni di esplorazione e immaginazione di ciò che è possibile. Tuttavia, poche persone hanno una visione reale del futuro, preferendo modellare (la loro visione) sui risultati attuali e passati… La tecnologia ha un impatto sempre maggiore sulla società. Questo progresso ci impone di superare l’inerzia e di continuare a esplorare».

Zhang sottolinea che il suo non è un addio a TikTok e ByteDance, ma che è pronto a dedicarsi a nuove idee che per molti oggi sono pura fantasia.

«Al nostro 7 ° anniversario, ho condiviso una frase di Alice nel Paese delle Meraviglie: “A volte ho creduto fino a sei cose impossibili prima di colazione”. Mi piace pensare a possibilità che ancora sono solo possibilità. Per molto tempo ho impostato il mio stato online come “Sogno ad occhi aperti”… Negli ultimi tre anni, molte cose che sembravano fantasie, in effetti, sono diventate realtà».

La trappola del Ceo

Tra le altre motivazioni citate dall’imprenditore cinese, c’è quella di non voler essere un Ceo “a tutti i costi”.

«Spesso quando le aziende maturano e si espandono, molte cadono nella trappola del Ceo che diventa eccessivamente centrale». Il founder-Ceo controlla tutto, prende ogni decisione, monitora ogni attività. Ma «questo porta ad affidarsi troppo alle idee già esistenti in azienda» e rallenta il progresso. «Per evitare questa trappola, ho deciso di assumere un nuovo ruolo». Secondo Zhang, il suo successore potrà guidare meglio l’azienda.

«La verità è che mi mancano alcune competenze che dovrebbe avere un manager ideale. Sono più interessato ad analizzare i principi organizzativi e di mercato e a sfruttare queste teorie per ridurre il lavoro di management, piuttosto che gestire effettivamente le persone. E poi non sono molto social. Preferisco attività solitarie come andare online, leggere, ascoltare musica e sognare ad occhi aperti su ciò che potrebbe essere possibile» ammette Zhang. E ribadisce che per lui è arrivato il momento di cambiare prospettiva.

«Qualche anno fa, ho postato sui social media: “Il significato del viaggio sta nel cambiare tempo e spazio. Questo ti aiuta a osservare la vita degli altri in un nuovo ambiente come un estraneo, e riflettere su te stesso e sulla tua vita con occhio distaccato… Dopo che avrò ceduto il mio ruolo di Ceo e mi sarò allontanato dalle responsabilità della gestione quotidiana, avrò più spazio per esplorare strategie, cultura organizzativa e responsabilità sociale, con una prospettiva più oggettiva sull’azienda».

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