Il turista? Lo porto a cena in famiglia e guadagno

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Una piattaforma che crea un ponte tra i turisti, desiderosi di conoscere la vera cucina locale, e le famiglie italiane. Si chiama Gastromama ed è la startup di una coppia, marito e moglie, Daniele Di Gregorio, 47 anni, sviluppatore romano e Daniela Furlan, 34 anni, brasiliana:

Abbiamo tanti amici brasiliani che trascorrono le vacanze in Italia. Molti raccontavano di essere delusi dalla cucina italiana. Questo accade perché il turista è spesso vittima di operatori che lo dirottano verso ristoranti dozzinali» spiega Daniele a Millionaire.

Daniele e Daniela si incontrano e si innamorano in Brasile, lei decide di trasferirsi in Italia, a Roma. Per passione creano un blog di informazione per turisti brasiliani che decidono di trascorrere le vacanze nella capitale (http://dicasderoma.com.br). Il sito ha un gran seguito.

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È qui che la coppia raccoglie i feedback e le motivazioni per costruire Gastromama:

Il modello di business è semplice. Il turista va sulla piattaforma e sceglie la famiglia disposta ad ospitarlo. Paga una cifra variabile (siamo intorno ai 30 euro) e prenota. Il sito prende il 15% di commissione. Così proviamo a creare una nicchia in un mercato vastissimo: solo Roma ha 11 milioni di visitatori l’anno che spendono per mangiare una cifra che si aggira intorno ai 5 miliardi di euro».

Online da gennaio, Gastromama è iscritta al Founder Insitute, celebre incubatore californiano di Palo Alto: l’idea è stata selezionata tra 11 startup e ha beneficiato dei servizi di formazione offerti all’interno del programma di accelerazione:

Abbiamo investito 20mila euro di tasca nostra. Ora puntiamo a generare numeri prima di cercare fondi e fare il salto di qualità (puntiamo ai 250mila euro di finanziamento). Il nostro modello è facilmente replicabile. Pertanto, la differenza la farà la nostra capacità di attrarre utenti e la qualità dei servizi: selezioniamo i cuochi e le famiglie con gran cura. Anche pochi ma buoni».

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Cos’è che fa una buona startup in base alla vostra esperienza?

Partirei da mentor e team che contano ancora di più dell’idea. Il primo ti consente di accedere agli ambienti giusti: dove trovare competenze e finanziatori. Per incontrare un mentor ci sono due strade. Se sei giovane frequentare incubatori e acceleratori: sono spazi aperti in cui fare network e comunicare le proprie idee. Se si è meno giovani, invece, bisogna farsi notare: metti giù un progetto, lo fai funzionare e dati alla mano ti rivolgi a qualche esperto per farti aiutare. Quanto al team, la difficoltà è trovare persone disposte a dare tutto per un progetto che non è detto che funzioni. Se non riesci a mettere in squadra gente motivata, difficilmente avrai successo. E infine direi che una buona startup si fa superando l’idea di un lancio perfetto: bisogna partire con un prodotto anche grezzo e misurarlo da subito con il mercato, capire se ha un seguito per poi investire energie, tempo e soldi».


INFO: http://gastromama.com/

Giancarlo Donadio

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7 Commenti

  1. Molte forse troppe idee nate nella generazione 2.0 sono organizzate in modo da evadere le tasse e scavalcare le organizzazioni di categoria.
    Chi lavora onestamente e paga le tasse ( e in Italia non sono poche ) si vede rosicchiare qua e la’ quote di mercato sostenute da idee originali ma senza regole e soprattutto senza oneri fiscali .
    Mangiare sano si ma in nero no !

    • Non sono daccordo Erica…e’ la naturale evoluzione del mercato … le tecnologie vanno prese in considerazione …la geolocalizzazione e’ importante oggi …sia su web che su telefonia… poter vedere cosa c’e’ vicino a me ed interagire gratis o a pagamento e’ il pane quotidiano.
      La ristorazione deve adattarsi ai tempi altrimenti i ristoranti classici chiudono uno dopo l’altro.
      Crisi = opportunita’.
      Promuovo questa coppia per la loro VISION e la voglia di fare innovazione.
      Come dire BLABLACAR …una opportunita’ che coniuga chi viaggia in auto con chi non ha un’auto!

  2. Ciao Erica,
    vorrei capire meglio cosa intendi che scavalcano le associazioni di categoria. In che senso?

    Le tasse in realtà le pagano, solo che cercano di pagarle dove sono meno impegnative. Non sono degli evasori, la legge normalmente la rispettano a border line direi.

  3. Ciao Erica,

    sono Daniele, il co-founder di Gastromama. Ti invito a guardare la cosa con occhi diversi. Col social eating non si guadagna di nascosto e non si fanno ristoranti clandestini. E’ una attività ricreativa per far conoscere ai turisti la cucina casalinga, che vuol dire “cucina di casa”. Non è una alternativa al ristorante, è una esperienza in più che si offre ai viaggiatori oltre al ristorante tradizionale

    Le tasse si devono pagare, ed il modo di operare deve rientrare chiaramente nell’inquadramento di attività amatoriale, che essendo svolta dentro la propria viene esercitata sotto la propria resposnsabilità. In Italia questo non se lo è inventato Gastromama, o Gnammo: già esiste da tempo, basta guardare le associazioni di home cooking come l’Associazione Nazionale Cuoche a Domicilio o le Cesarine ad esempio che sono addirittura state invitate a cucinare le tagliatelle nella sede principale di Google ed hanno uno statuto preciso col quale si auto regolamentano.

    In Usa inoltre oramai più di trenta stati hanno legalizzato il DIY food (ovvero la preparazione e la vendita di cibo nella propria casa) per combattere la crisi e qualsiasi casalinga può non solo preparare cibo in casa, ma anche venderlo fuori.

    Per ultimo, in Gastromama come in Gnammo o nelle altre startup analoghe non ci sono soldi nascosti o tasse evase, al contrario l’unica certezza sono i soldi spesi di tasca propria, spesso sottratti al bilancio familiare, per cercare di costruire qualcosa di importante ed appassionante con le proprie foze in barba alla depressione indotta dalla crisi. In ogni caso, trasmettere ai viaggiatori l’entusiasmo per la nostra cucina non determinerebbe solo il successo di progetti come questo, ma riempirebbe anche i ristoranti e darebbe ai viaggiatori un motivo in più per tornare.

    Ciao

    Daniele

  4. Buonasera,
    per poter avere maggiori informazioni su come poter far parte delle famiglie per le “cene in famiglia” come devo fare?
    Abito nella zona della Cinque Terre e vorrei potermi proporre come famiglia che ospita i turisti, come posso mettermi in contatto con voi e avere maggiori informazioni?
    Ringrazio e saluto.
    Raffaella

  5. Salve,

    Vogliamo comprare un articolo dal suo blog http://www.millonaire.it che parlerà della nostra agenzia di viaggi. In questo articolo vorremmo includere un link al nostro sito web.
    Vorremmo utilizzare tra 300-400 parole, e anche includere un link al nostro URL.

    Vogliamo sapere il prezzo della pubblicazione di un articolo di questo tipo

    Vi offriamo la possibilità di includere nel nostro database per future collaborazioni.

    Vi ringraziamo in anticipo per la sua attenzione alla nostra proposta.

    Cordiali saluti,

    Carlos

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