ristobond ristorante

Paghi oggi, mangi e bevi domani: arrivano i “ristobond” per salvare bar e locali chiusi

L’idea arriva dagli Stati Uniti. Bar, ristoranti e locali in questo periodo hanno le saracinesche abbassate, non possono vendere, ma riapriranno. Come aiutarli? Il meccanismo è semplice: si possono acquistare piatti e cene in anticipo e consumarli quando l’emergenza Coronavirus sarà finita. Si scommette sulla riapertura. Non senza vantaggi. Pranzi e cene comprate sulla fiducia sono a prezzo scontato.

Il fenomeno è stato ribattezzato “dining bond” o “ristobond”. Più o meno come i futures della finanza, le parti, in questo caso ristoratore e cliente, si impegnano a vendere e acquistare in futuro a un prezzo prefissato.

In Italia, già il 15 marzo la società di comunicazione Engenia di Fano ha lanciato ristocoin.it per pranzi e cene pre-pagati con moneta virtuale. «Uno strumento utile per far girare l’economia con un vantaggio per tutti in un perfetto accordo strategico win win» spiega l’ideatore Giovanni Mastropasqua. Acquistando RistoCoin il cliente fa una promessa di acquisto, ricevendo in cambio il 40% di valore in più rispetto a quanto versato.

Nei prossimi giorni la Federazione dei pubblici esercizi (Fipe) lancerà una piattaforma apposita, dove i locali potranno fare la propria offerta con uno sconto del 25%. Ma c’è anche chi si è mosso in autonomia. Più di 50 attività si sono registrate sulla piattaforma Usa diningbond.com. Sul proprio sito, il ristorante dello chef Andrea Berton a Milano offre un voucher per due persone (due menu degustazione al prezzo di uno) da utilizzare fino al 20 dicembre. Il titolare di Fuzion Food a Torino ha lanciato i “sushi bond” con menu a prezzo scontato e donerà parte del ricavato alla Protezione civile per l’emergenza. E lo stesso succede a Roma, Firenze, Milano, Pescara. Da nord a sud, in tanti promuovono le loro offerte online.

“Birra bond” per salvare i bar

Un’iniziativa simile ai “ristobond” arriva da AB InBev, la multinazionale della birra proprietaria di grandi marchi come Stella Artois, Corona, Bud e Becks. L’azienda ha aperto una piattaforma (salvailtuobar.it) per le donazioni dei consumatori a bar, ristoranti e pub. I clienti riceveranno una gift card da spendere per una birra alla riapertura. AB InBev aggiungerà un 30% che verserà agli esercenti entro tre settimane. L’obiettivo è raccogliere almeno mezzo milione di euro a supporto dei locali italiani.

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