Arriva Immuni: come funziona l’app per il contact tracing

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app immuni

A più di un mese dall’annuncio, l’app Immuni, sviluppata dalla software house di Milano Bending Spoons, è pronta. Il 1° giugno il Garante della Privacy ha dato il suo via libera, autorizzando il ministero della Salute al trattamento dei dati tramite l’applicazione. È stato lanciato il sito ufficiale immuni.italia.it. E nel giro di un paio d’ore Apple e Google hanno reso l’app disponibile sui loro store, App Store e Google Play. In men odi 24 ore Immuni ha superato i 500mila download, arrivando in cima alla classifica delle app più scaricate in Italia.

Chiunque con uno smartphone iOS o Android può effettuare il download (volontario). Ma il tracciamento dei casi di Covid-19 inizierà tra qualche giorno. A partire dall’8 giugno, è prevista una prima fase di sperimentazione in quattro regioni: Liguria, Puglia, Abruzzo e Marche. Solo dopo il test, il sistema di notifiche per il contact tracing sarà attivato anche nel resto d’Italia. Non c’è ancora una data ufficiale, ma potrebbe volerci più di una settimana.

Come funziona

Intanto sul sito di Immuni, sono state pubblicate tutte le informazioni relative al funzionamento dell’app. «A chi si è trovato a stretto contatto con un utente risultato positivo al virus del Covid-19, l’app invia una notifica che lo avverte del potenziale rischio di essere stato contagiato. Grazie all’uso della tecnologia Bluetooth Low Energy, questo avviene senza raccogliere dati sull’identità o la posizione dell’utente».

Il codice di Immuni è disponibile online per tutti già da giorni, pubblicato prima su GitHub ora anche sul sito. L’app non raccoglie dati che permettono di risalire all’identità di chi la scarica, come nome, data di nascita, email, numero di telefono, posizione o movimenti. Non crea banche dati. Basta inserire poche informazioni, come il Comune di residenza, e il sistema funziona in automatico.

Grazie al bluetooth, gli smartphone di chi si trova a meno di due metri di distanza per almeno 15 minuti si scambiano codici generati in modo anonimo e automatico. Se un utente contrae il virus, l’Asl di riferimento invia un messaggio a tutti i telefoni delle persone venute a contatto con il contagiato nei 14 giorni precedenti.

come funziona immuniSpiega una circolare del Ministero della Salute: «La app notifica, agli utenti con cui il caso è stato a contatto, il rischio a cui sono stati esposti e le indicazioni da seguire, attraverso un messaggio il cui testo è unico su tutto il territorio nazionale e che lo invita a contattare il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta che farà una prima valutazione dell’effettiva esposizione al rischio del soggetto».

L’inventore di Immuni e Bending Spoons

Dietro Immuni, l’app scelta dal Governo tra circa 300 proposte, c’è Luca Foresti, 47 anni, amministratore delegato del Centro Medico Santagostino, una rete di poliambulatori. «Sin dall’inizio della crisi, mi è apparso chiaro che avevamo bisogno di una strategia di testing and tracing. Che significa da una parte effettuare dei test estensivi, dall’altra fare tracciamento, installando un’app sugli smartphone delle persone. Ma occorreva un’App che rispettasse la privacy. Ci siamo messi attorno a un tavolo (virtuale) con un po’ di persone competenti, e abbiamo cominciato a ragionarci su. L’obiettivo era fare qualcosa di utile alla collettività senza guadagnarci nulla» racconta Foresti in un’intervista pubblicata su Millionaire di maggio, adesso in edicola.

L’app è frutto del lavoro di un team formato dalla società di marketing digitale Jakala, dalla startup GeoUniq, dall’avvocato Giuseppe Vaciago, esperto di tutela della privacy, e da Bending Spoons. Qui la storia della software house di Milano.

Come si legge sul sito di immuni, L’app è gestita dal governo, che «si avvale di una licenza perpetua e irrevocabile su tutto il codice, le grafiche, i testi e la documentazione concessa a titolo gratuito da Bending Spoons».

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