Da Instagram ai corsi online, ecco come si informano i giovani della Generazione Z

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tiktok giovani
@ronisbook

La Generazione Z è quella che per prima sta cambiando il proprio modo di apprendere. Quali sono le sue fonti di informazione? Dove è possibile intercettare questi ragazzi con contenuti educativi? Ecco alcuni spunti.

1. PAGINE INSTAGRAM

Sono sempre di più i giovani che si formano e informano tramite pagine come @will_ita e @viceitaly che trattano temi di attualità, economia, salute e ambiente. Alcune sono seguitissime e creano pillole efficaci e veloci da leggere, alternate a delle Igtv per approfondire un tema con video da 5-6 minuti.

2. CANALI YOUTUBE

Questi ragazzi, cresciuti con gameplay e tutorial, si aspettano di trovare un video per ogni necessità. Una di queste è la “fame” di informazioni ed è così che YouTube diventa un’ottima piattaforma educativa. Un esempio è Breaking Italy, il telegiornale della Generazione Z, data la costanza con cui trasmette video e le oltre 148 milioni di visualizzazioni ottenute.

3. TIKTOK

Questo nuovo social sta spopolando sempre più. Tra tanti contenuti divertenti si trovano anche contenuti educativi, che a volte diventano virali. Da poco, grazie al supporto di creator come @ronisbook (foto in alto), abbiamo aperto il profilo del @movimentoeticodigitale: è il primo canale dedicato all’informazione sulle potenzialità e i rischi del Web.

4. CORSI GRATUITI

Piattaforme, spesso online, come Coursera e Lacerba, permettono di raggiungere una prima valida base di competenze gratis. Il rischio è che, nel mare magnum dei contenuti del Web, diventi difficile distinguere tra materiali di qualità e contenuti approssimativi o poco attuali.

5. CORSI PROFESSIONALI IN AULA

I ragazzi cercano di colmare il vuoto formativo che c’è tra un diploma di richieste dal mondo del lavoro. Un esempio è la Digital Combat Academy, scuola che offre una formazione in aula, materie legate al digitale e crea un contatto diretto con docenti professionisti del settore.

6. CORSI FORMATIVI ONLINE

Come ha insegnato il lockdown, i corsi in smart working sono una valida alternativa a quelli in presenza, se la professionalità dei “docenti” è garantita. Per esempio, @start2impact permette di abbonarsi per avere accesso a corsi esclusivi e realizzare dei progetti digitali con il supporto di professionisti affermati del settore.

7. CON LE MANI IN PASTA

Aprire una pagina social che abbia per oggetto la propria passione è facile, permette ai ragazzi di fare tanta esperienza e di andare a bussare alle porte dei grandi. Quindi se vedete un giovane che vi scrive in chat facendo una richiesta, dategli un consiglio e non ignoratelo o, ancora peggio, non maltrattatelo! Va comunque premiato per il coraggio con cui si sta mettendo in gioco! Il mercato del lavoro sta cambiando e così anche quello della formazione. Questi cambiamenti portano a grandi opportunità per chi abbia fame di apprendere e voglia di migliorarsi. E tu, sei tra questi?

Tratto da Millionaire di settembre 2020. 

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3 Commenti

  1. Non è di certo una novità: la generazione Z è quella dei cosiddetti “nativi digitali”, ovvero tutti quei ragazzi che sono nati dopo la diffusione di internet su larga scala, che non concepiscono un mondo senza di esso e dei cellulari perchè non l’hanno mai vissuto. I più giovani sono nati dopo Facebook e qualcuno addirittura dopo Instagram ed è l’unico mezzo di comunicazione che hanno utilizzato per diverso tempo, hanno guardato fin da piccoli i video su Youtube invece della tv: non c’è da stupirsi se nel momento in cui ricercano informazioni si affidano a ciò che meglio conoscono!

  2. Non c’è da stupirsi: la generazione Z viene spesso definita anche come quella dei nativi digitali. Si tratta di ragazzi che non riescono ad immaginare un mondo senza internet e cellulari perchè non l’hanno mai vissuto. Tanti di loro sono nati assieme a Facebook, qualcuno addirittura assieme ad Instagram e per anni queste piattaforme social sono state l’unico modo che avevano di interfacciarsi con i coetanei e con il resto del mondo, non c’è da stupirsi che nel momento in cui devono andare alla ricerca di informazioni si affidino a ciò che già conoscono.

  3. Concordo con te Marco. Hanno dei canali di comunicazione che preferiscono e che usano in modo diverso (vedi il fatto che tanti messaggiano su Instagram e non più su WhatsApp).
    Questo significa impostare il lato marketing piuttosto che di Talent Acquisition in modo mirato per questa Generazione

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