Deliveroo cresce in Italia e punta a 150 città entro il 2019

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Cresce la piattaforma di food delivery in Italia, come dimostrano i risultati del 2018: 14 milioni di euro di ricavi (+130% rispetto al 2017), fatturato a 21,9 milioni (+97%), profitti pari a 1,5 milioni, e 34 città coperte dal servizio (erano 12 nel 2017). Con un’espansione continua, che oggi vede Deliveroo presente in 89 città italiane. La società punta a 150 entro la fine dell’anno.

«Cresciamo più delle altre piattaforme anche grazie alla nostra capogruppo che sta investendo sulla nostra espansione e sulla nostra tecnologia, sia in Italia che nel mondo» commenta Matteo Sarzana, General Manager di Deliveroo Italia. La britannica Roofoods Ltd ha finanziato la società italiana per circa 7,8 milioni di euro nel 2018.

Da investment banker a startupper

L’idea di una piattaforma che mette in contatto ristoranti, fattorini e clienti è nata nel 2013. William Shu, 39 anni, americano, lavorava come investment banker a Londra. «Trascorrevo tantissimo tempo in ufficio e ordinavo il cibo, ma la qualità era molto bassa. I ristoranti che amavo di più non avevano alcun interesse a organizzare un loro servizio di consegna» ha raccontato. Così, insieme all’amico Greg Orlowski, Shu ha creato Deliveroo. Ed è stato anche il primo driver della società, essendosi occupato personalmente delle consegne a Londra, per mesi. Oggi Deliveroo è attivo in oltre 500 città di 14 Paesi, dal Regno Unito a Hong Kong. Collabora con 80mila ristoranti, conta 2500 impiegati e 60mila riders. Di recente la società inglese ha chiuso un round da 575 milioni di dollari, cui ha partecipato anche Amazon. La raccolta complessiva ammonta a 1,53 miliardi di dollari.

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