«Duro lavoro e voglia di superare i miei limiti. Così ho costruito un impero»

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L'apertura dell'articolo pubblicato su Millionaire di ottobre 2019

È considerato una delle 100 più grandi menti imprenditoriali. Partito da un piccolo negozio a Hiroshima nel 1984, Tadashi Yanai, 70 anni, ha aperto oltre 2.000 Uniqlo. Da settembre anche in Italia. «Vorrei che il mio successore fosse una donna»

È l’uomo più ricco del Giappone e il 28° tra i più ricchi del mondo. Il suo patrimonio, secondo Forbes, ammonta a 30,2 miliardi di dollari. Lui si chiama Tadashi Yanai, e sul no logo ha costruito un impero. Con Uniqlo ha conquistato le città più belle del mondo e il 13 settembre è arrivato in Italia. È partito aprendo un piccolo negozio a Hiroshima e ha fondato il brand di abbigliamento che rende omaggio a design, arte, natura e sostenibilità. Ne ha fondati 2000 in 22 mercati. Se siete cittadini del mondo, avrete visto i negozi Uniqlo in tutte le grandi capitali. Dall’Europa all’America, dal Canada all’Indonesia. Dalla Thailandia a Singapore. Ovunque con un unico denominatore: abbigliamento di qualità e location spettacolari.

uniqlo milanoIl primo negozio in Italia è in Piazza Cordusio a Milano: 1.500 mq divisi su tre piani, nello storico edificio che Hines ha acquistato da Sorgente nel 2016 per 130 milioni di euro. Due anni di lavori di ristrutturazione, un investimento che supera 20 milioni di euro. «Abbiamo impiegato anni per arrivare in Italia, perché il vostro è un Paese conosciuto in tutto il mondo per il design. E per arrivare qui dovevamo essere perfetti. Questo negozio era una banca, abbiamo fatto un grande sforzo per trasformarlo in un luogo di design. Se troveremo altri spazi così spettacolari, apriremo altri 100 negozi (ride, ndr)» ha raccontato in conferenza stampa Tadashi Yanai, presidente e Ceo di Fast Retailing, la principale holding giapponese di vendita al dettaglio con in portfolio 8 marchi (il più grande è Uniqlo), di cui lui e la sua famiglia detengono il 44%. Mister Yanai, laurea in Scienze politiche all’Università di Tokyo, nel 2017 è stato riconosciuto da Forbes come una delle 100 più grandi menti imprenditoriali.

«Il mio obiettivo è migliorare la vita delle persone»

Yanai punta a superare Zara e H&M. «Avrei voluto aprire il nostro negozio nella porta a fianco a Zara per farvi capire la differenza. Noi non facciamo moda, noi puntiamo al classico. Il nostro obiettivo è migliorare la vita delle persone, rendere preziosa la semplicità. Offrire prodotti dal valore unico» aggiunge Yanai. Nel negozio milanese, che Millionaire ha visitato in anteprima il giorno prima dell’apertura, ci sono installazioni, giardini, terrazze, percorsi educativi per rispettare l’ambiente. Tutto improntato su un approccio che chiamano Lifeware. «Capi eccellenti, abbinati alle tecniche di produzione più innovative. Abbiamo creato una tecnica che riduce del 99% il consumo di acqua per la produzione di jeans».

Partito da zero, ricercando sempre la perfezione

La storia parte in una piccola sartoria aperta a Tokyo dal papà nel 1949. Nel 1984 a Hiroshima, Tadashi apre il primo negozio Uniqlo nel Giappone occidentale. Lo chiama Unique Clothing Warehouse, da cui l’acronimo Uniclo, per sottolineare l’idea che i clienti potevano scegliere tra una vasta gamma di articoli quando lo desideravano. Nel 1988, al momento di registrare il nome della società per una joint venture a Hong Kong, “Uniclo” fu erroneamente trascritto come “Uniqlo”. Mister Yanai capisce immediatamente che questa svista avrebbe dato maggior carattere al marchio e rinomina tutti i negozi.

tadashi yanai
Foto Fast Retailing

«Cerchiamo costantemente la perfezione in ogni cosa che facciamo. L’abbigliamento è come una scatola di attrezzi. Qui trovate tutte le componenti base che potete associare tra vari pezzi, compresi i grandi brand della moda italiana». Il gruppo ha chiuso l’anno 2018 con ricavi pari a 19,2 miliardi di dollari. Yanai ha creato uno dei brand di abbigliamento più amati al mondo. Essenziale, di qualità e a prezzi imbattibili. Ha ricevuto premi e riconoscimenti: Fast Company lo ha selezionato fra le “100 persone più creative nel mondo degli affari”. In Italia ha avviato collaborazioni con vari artisti e designer tra cui Olimpia Zagnoli, l’illustratrice che ha stregato l’America e disegnato una copertina del New Yorker, e che ha realizzato l’installazione a parete del negozio di Milano.

«Dopo di me, l’azienda a una donna»

Yanai ha due figli maschi in azienda, ma pensa ad altro. «Vorrei che il mio successore fosse una donna. Sono più attente ai dettagli, prendono decisioni intuitive, hanno un pensiero logico e sono molto importanti in questo settore. Spero che in Italia il mio business sia gestito da una donna». Yanai ha inoltre aggiunto di voler incrementare il numero di donne in ruoli top, portandole a oltre la metà del totale. Attualmente, il 30% delle donne assunte in azienda ricoprono posizioni di rilievo. Un dato positivo per il Giappone, che ha ancora un gender gap notevole in ambito manageriale. Per trattenere i talenti migliori, Yanai promette stipendi annui incredibili (si parla 250mila euro) e ruoli manageriali a chi saprà fare la differenza. Il suo motto potrebbe essere quel concetto giapponese che va sotto il nome di kaizen: cambiare sì, ma sempre in meglio.

Il consiglio ai lettori di Millionaire: «Per farcela ci vogliono duro lavoro (Yanai si sveglia ogni giorno alle 5, ndr), continua capacità di sfidare se stessi, curiosità e costanza».

 

Tratto da Millionaire di ottobre 2019.

 

 

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