Dyson rinuncia all’auto elettrica: “Un progetto troppo costoso”

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Adrian Sherratt - James Dyson at his Malmesbury offices, Wiltshire with a bisection of an original Mini - homage to his design hero Alec Issigonis (11 Dec 2010).

L’auto elettrica di Dyson sarebbe dovuta arrivare sul mercato nel 2021. Un team di 400 persone impegnate nel progetto, oltre 2 miliardi di sterline da investire e una fabbrica, a Singapore, pronta a entrare in azione già dal prossimo anno. Ma l’automobile green di Dyson non si farà. Ad annunciarlo è il fondatore stesso dell’azienda, James Dyson.
L’imprenditore degli elettrodomestici hi-tech, inventore dell’aspirapolvere senza sacchetto, ha spiegato che i costi per la produzione e la commercializzazione dell’auto sarebbero stati troppo alti.

“Il team ha creato una fantastica auto elettrica. Ma, sebbene abbiamo provato in mille modi a rivedere il processo di sviluppo per cercare di realizzarlo, ad oggi non possiamo rendere il progetto commercialmente praticabile” scrive Dyson in una nota. “Abbiamo lavorato molto anche per trovare un possibile acquirente, ma purtroppo finora la ricerca non ha avuto successo”.

Sir Dyson, che ha sempre raccontato dei molteplici tentativi falliti prima di una grande invenzione, ha voluto sottolineare che stavolta “non si tratta di un fallimento di prodotto o del team. I loro risultati sono stati immensi, data l’enormità e la complessità del progetto”.
Che cosa accadrà adesso ai lavoratori impegnati nella realizzazione dell’auto a batteria? “Stiamo cercando ruoli alternativi all’interno di Dyson per il maggior numero di persone possibili, e abbiamo posizioni libere sufficienti per assorbire la maggior parte di loro. Chi non potrà o non vorrà trovare ruoli alternativi, avrà il nostro sostegno”.

Per quanto riguarda le risorse economiche, 2,5 miliardi di sterline saranno comunque investiti nello sviluppo di nuove tecnologie, nell’università per i futuri ingegneri Dyson e nell’espansione a Malmesbury, Hullavington, Singapore e in altre sedi nel mondo. Tutti gli studi effettuati, come quelli sulle batterie, l’intelligenza artificiale o la robotica, saranno utilizzati per altri progetti.

“Fin dal primo giorno ci siamo presi dei rischi e abbiamo sfidato lo status quo con nuovi prodotti e tecnologie. Un tale approccio guida il progresso. Ma non è mai stato un viaggio facile: la strada verso il successo non è mai lineare. Questo non è il primo progetto che cambia direzione e non sarà l’ultimo. Rimango emozionato per il futuro di Dyson come lo sono sempre stato” ha concluso James Dyson.

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