Food, servizi e retail evoluto. I numeri parlano chiaro: 180mila punti vendita, oltre 24mila marchi attivi e 2,6 milioni di occupati distribuiti sull’intero continente. Ecco dove stanno andando davvero i soldi (e perché conviene saperlo ora).
Il franchising europeo si è consolidato nel 2025 come un ecosistema stabile ma tutt’altro che statico. Il food resta dominante, con servizi e wellness stanno riscrivendo le regole del gioco. Il retail, dal canto suo, si consolida puntando su efficienza e innovazione di format. Analisi di settore indicano inoltre che i franchise europei contribuiscono per oltre 300 miliardi di euro all’economia complessiva e danno lavoro a più di 2 milioni di persone.
Per imprenditori, investitori e aspiranti franchisee, il messaggio è chiaro: oggi il franchising non è solo una formula commerciale collaudata, ma una piattaforma di crescita che riflette i cambiamenti profondi del modo in cui gli europei mangiano, si prendono cura di sé, lavorano e consumano. Un’evoluzione che vale la pena di osservare da vicino e cogliere al volo.
Food & beverage: il re resta sul trono, ma ha cambiato pelle
L’Europa si conferma uno dei mercati del franchising più maturi e resilienti al mondo. Germania, Francia e Regno Unito concentrano la quota maggiore delle attività, ma il dato più interessante riguarda la trasformazione dei settori trainanti, sempre più allineati ai nuovi stili di vita europei.
Secondo i dati pubblicati su Franchising.eu, il mercato europeo conta oltre 180mila punti vendita affiliati e circa 24.600 marchi, con oltre 2,6 milioni di persone impiegate nell’ecosistema del franchising europeo.
Fra i settori che stanno facendo la differenza nel franchising europeo nel biennio 2024-2025, tre ambiti emergono con forza per dimensione, capacità di innovazione e potenziale di crescita: food & beverage, servizi (con forte spinta su wellness e digitale) e retail evoluto.
Il comparto food & beverage resta il pilastro del franchising europeo: a livello globale rappresenta oltre il 42% di tutte le attività in franchising, quota che in Europa risulta ancora più marcata. In Francia, analisi della Fédération Française de la Franchise rilanciate da L’Express Franchise mostrano come il food & beverage abbia generato €32,45 miliardi di fatturato su oltre 18mila punti vendita nel 2023, con una crescita superiore al 15%. Allo stesso tempo, i servizi alla persona hanno registrato aumenti percentuali molto significativi su tre indicatori chiave (+40% di punti vendita, +45% di fatturato, +34% di franchisee).
Il dato chiave non è solo la dimensione, ma la capacità di adattamento: format veloci, menu flessibili, attenzione al prezzo e alle preferenze locali continuano a rendere il food uno dei modelli più solidi per chi vuole scalare rapidamente, anche in contesti macroeconomici complessi.
Retail e fashion: vince chi è leggero, non chi è grande
Il retail in franchising – pur restando una colonna portante del sistema europeo – è in evoluzione. Meno standardizzazione rigida, più attenzione a marginalità, format snelli e posizionamento chiaro.
Moda accessibile, beni di consumo quotidiano e food retail continuano a offrire opportunità stabili, sia per grandi reti internazionali sia per marchi regionali capaci di strutturarsi. Il dato interessante è la democratizzazione dell’accesso: investimenti iniziali più contenuti, maggiore supporto operativo e modelli pensati per imprenditori locali, non solo per grandi investitori.
Fare impresa oggi significa scegliere modelli che dialogano con la realtà, non con le nostalgie. I numeri europei lo mostrano chiaramente: il franchising resta una piattaforma concreta per chi vuole costruire valore intercettando trend già in atto. Dal food ai servizi, dal wellness al retail evoluto. Non è per tutti, ma per chi cerca una strada imprenditoriale strutturata, scalabile e allineata al mercato, continua a essere una delle opzioni più solide sul tavolo.
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