Fusione tra Fca e Psa: nasce il quarto gruppo di auto al mondo

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fusione fca psa
Carlos Tavares di Psa e Mike Manley di Fca

C’è l’accordo per la fusione tra Fca e e Peugeot (Groupe Psa). Come anticipato lo scorso ottobre, l’operazione, che si concluderà entro i prossimi 12-15 mesi, porterà alla nascita del quarto gruppo automobilistico al mondo, per numero di veicoli venduti (8,7 milioni all’anno), il terzo per fatturato. La società capogruppo avrà sede in Olanda, con un consiglio di amministrazione di 11 membri, presieduto da John Elkann. Carlos Tavares sarà nominato Ceo.

Confermata anche la tripla quotazione. Le azioni si scambieranno su Euronext di Parigi, Borsa italiana e New York Stock Exchange.

Nei prossimi mesi, i due gruppi lavoreranno per arrivare alla piena aggregazione dei rispettivi business. Sarà un matrimonio alla pari (50/50). Una mossa “audace e decisiva”, scrivono Fca e Psa e in un comunicato congiunto, che consentirà di “cogliere le opportunità e gestire efficacemente le sfide di questa nuova era della mobilità sostenibile”.

Nessuna chiusura di stabilimenti

Unendo le forze, i gruppi di Fiat e Peugeot ipotizzano risparmi per 3,7 miliardi di euro. Le nuove sinergie deriverebbero da un’allocazione più efficace delle risorse per piattaforme, sistemi di propulsione e tecnologie e dalla maggiore capacità di acquisto de nuovo gruppo. “Senza chiusure di stabilimenti”, assicurano le parti, che prevedono ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro e un utile operativo di oltre 11 miliardi. Il costo dell’operazione è invece stimato in 2,8 miliardi.

“Questa è l’unione di due società con marchi incredibili e persone appassionate e competenti” ha dichiarato l’ad di Fca Mike Manley. “Entrambe hanno affrontato momenti di estrema difficoltà e ne sono uscite ancora più agili, intelligenti e formidabili. Le nostre persone hanno un tratto in comune, quello di guardare alle sfide come opportunità da cogliere perché rappresentano la strada per renderci ancora migliori nel fare quello che facciamo”.

L’operazione di oggi segue la linea dell’ex ad Sergio Marchionne, convinto che le fusioni tra case automobilistiche fossero la strada giusta da seguire per affrontare la concorrenza.

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