Hashtag: ecco come sfruttarli al meglio su Instagram

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HASHTAG
Foto Pixnio

Tutto ciò che c’è da sapere su uno dei principali sistemi di indicizzazione dei contenuti, gli hashtag. Con i consigli di Laura Nacci, esperta di comunicazione digitale, consulente e docente per business school, università e aziende.

Gli hashtag sono uno dei principali sistemi di indicizzazione dei contenuti e di raggiungimento/profilazione degli utenti su Instagram, così come su tanti altri social network. Queste speciali “etichette” (tag) sono utilizzate, infatti, come aggregatori tematici e hanno la funzione di facilitare la ricerca di contenuti (post o stories) su specifici argomenti.

Le due categorie

Esistono due macro-tipologie di hashtag, che dobbiamo considerare nelle nostre strategie di comunicazione: i community hashtag, a cui abbiamo appena accennato, utilizzati per categorizzare, per far crescere la reach di un messaggio, per aumentare i follower in target e  indicizzare un post, e i branded hashtag, creati da professionisti e aziende per connettere un brand e il suo target su un determinato tema. Questi ultimi possono essere utilizzati, per esempio, per promuovere una campagna di comunicazione e, al tempo stesso, aggregare i cosiddetti user-generated-content (i contenuti generati dagli utenti, i nostri clienti, in primis, ma anche i dipendenti e gli stakeholder). L’hashtag brandizzato dev’essere costruito attorno al proprio brand o a un evento o un’iniziativa particolare. Può essere semplicemente il nome del brand/evento oppure un messaggio più d’ispirazione, motivazionale.

Ricordiamoci di #nonutilizzarestringhediparoletroppolunghe. L’obiettivo di questi hashtag è diventare “virali”, quindi meglio essere brevi e incisivi nella scelta delle keyword, altrimenti rischiamo che le persone le dimentichino o commettano errori di battitura. Secondo un recente report di Later.com, il 70% degli hashtag è brandizzato e inserire questa particolare strategia nel proprio mix di comunicazione è un’ottima via per entrare in contatto con i propri clienti, trovare contenuti che ci riguardano creati dai follower (e poi re-postabili sia nel feed sia nelle Stories del nostro account), nonché costruire una relazione a lungo termine con partner influenti.

“Community hashtag”: 5 consigli per sfruttarli al meglio

POPULARITY. Il numero di contenuti associati non dev’essere né troppo basso (meno di 5.000) né troppo alto (non deve superare 500mila-600mila). Altrimenti il nostro messaggio si perderebbe nel mare magnum dei post e delle stories che già sono indicizzati con quell’hashtag.

PERTINENZA. Se facciamo una ricerca per hashtag, abbiamo subito una panoramica visiva di tutti i contenuti associati (in ordine di importanza e in ordine cronologico). Verifichiamo che siano coerenti e in linea con il messaggio che noi vogliamo associare a quel particolare tag.

CORRELATI. Quando cerchiamo su IG un hashtag, abbiamo subito la schermata con la popularity, i contenuti postati (post e stories), ma anche un suggerimento di hashtag correlati come significato. Diamo sempre un’occhiata perché potremmo trovare nuove idee interessanti per i nostri messaggi.

QUANTITÀ. Le ultime modifiche dell’algoritmo di IG sembrano spingere per una sempre maggior focalizzazione dei contenuti, pertanto non aggiungiamo 30 hashtag (numero massimo inseribile nella caption di un post). Preferiamo, invece, un numero inferiore ma più pertinente, che indicizzi bene il nostro messaggio e il nostro target. Massimo 5-6 nella didascalia ed eventualmente altri 10-15 nel primo commento, così resta anche più ordinato e gradevole esteticamente.

CONTENT STRATEGY.  Scegliamo hashtag che descrivano il contenuto della nostra foto/video, ma che si riferiscano anche al nostro ambito lavorativo e al nostro pubblico.

di Laura Nacci

 

Tratto da Millionaire di settembre 2019.

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