La retromarcia di Elon Musk: “Tesla non accetterà pagamenti in bitcoin”. E la criptovaluta crolla

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The Summit 2013 - Picture by Dan Taylor / Heisenberg Media - www.heisenbergmedia.com

“Puoi comprare una Tesla in bitcoin, anzi no”. Elon Musk cambia idea e il valore della criptovaluta crolla dell’11%.

Effetto Musk. Basta un tweet dell’imprenditore per smuovere migliaia di persone e milioni di dollari. Si è già visto negli ultimi mesi con il caso GameStop, l’assalto a Clubhouse, il boom delle criptovalute. E ora la storia si ripete. Al contrario. Elon Musk fa marcia indietro sui bitcoin e il loro valore crolla subito dell’11%, arrivando a un minimo di 47mila dollari. In calo anche Ethereum e Dogecoin.

La retromarcia

Il 24 marzo il fondatore di Tesla aveva annunciato su Twitter che l’azienda avrebbe accettato pagamenti in bitcoin. Oggi, sempre dal suo social preferito, Musk comunica lo stop. Il motivo? Preoccupazioni ambientali.

«Siamo preoccupati per il rapido aumento dell’uso di combustibili fossili per l’estrazione (il cosiddetto mining) e le transazioni di bitcoin, in particolare del carbone, che ha le peggiori emissioni rispetto a qualsiasi altro combustibile» spiega l’imprenditore.

Non è una bocciatura in toto. «La criptovaluta è una buona idea a molti livelli e crediamo che avrà un futuro promettente, ma questo non può accadere a spese dell’ambiente».

Tesla valuterà l’uso di altre criptovalute meno inquinanti e, come ha precisato Musk, al momento non venderà i bitcoin in suo possesso. L’azienda di auto elettriche ha investito 1,5 miliardi nella moneta virtuale lo scorso febbraio. Per avere «più flessibilità per diversificare e massimizzare gli utili», aveva spiegato in una comunicazione alla Sec, l’autorità di controllo dei mercati Usa.

 

 

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