«L’insurtech italiano si muove nella giusta direzione, ma non è abbastanza»

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Simone Ranucci Brandimarte, presidente IIA

L’insurtech italiano continua a crescere, anche se a un ritmo più lento di quanto si potesse immaginare solo 12 mesi fa

 

L’indicazione arriva dall’ultimo Insurtech Investment Index, ideato da Italian Insurtech Association (IAA), l’associazione che riunisce più di 200 player del mercato assicurativo ed elaborato dall’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano. Dall’1 gennaio al 30 giugno 2022, infatti, gli investimenti complessivi in insurtech hanno toccato quota 200 milioni. Un +10% rispetto al secondo semestre 2021 (180 milioni). La previsione è di arrivare a 500 milioni entro fine anno 2022. Anche se va subito detto che la gran parte degli investimenti nazionali non va verso startup o Pmi innovative, ma verso progetti creati e gestiti internamente dai big del mercato. Il che è ovviamente una debolezza per il futuro del settore, perché la rivoluzione dello status quo, in qualsiasi settore economico, non arriva mai da chi detiene già ottime posizioni consolidate. Lapidario anche il confronto italiano con altri grandi Paesi europei: da gennaio 2020 a giugno 2022 Gran Bretagna, Germania e Francia hanno rispettivamente investito, 3.7, 3.3 e 2.9 miliardi di euro. Noi ci siamo fermati a 510 milioni, nonostante il 2021 sia stato un anno da record.

 

Scenari positivi per il settore

La buona notizia è che il mercato assicurativo digitale sembra avere un grande potenziale: grazie all’innovazione di business, di canali di vendita e di processi la stima di IIA è che il valore complessivo nazionale possa crescere da 1,9 miliardi registrati nel 2020 a ben 30 miliardi nel 2030, con una crescita CAGR (tasso annuo di crescita composto) del 32%, nettamente superiore al +22% previsto a livello mondiale sempre entro la fine del decennio.

«Il mercato nazionale è sotto penetrato e ancora poco digitalizzato, ma abbiamo una notevole prospettiva di crescita» spiega Simone Ranucci Brandimarte, presidente di IIA. «Per questo l’Italia è un mercato molto attrattivo per i player esteri. Nel triennio 2020-2022 il nostro Paese vedrà l’ingresso di oltre 50 soggetti in ambito assicurativo con piani di investimento importanti. Proprio grazie a questo potenziale ritengo un traguardo fattibile raggiungere il miliardo di euro in investimenti in insurtech entro il 2023. Appare tuttavia chiaro che le compagnie assicurative siano chiamate a orientare i propri sforzi nella cooperazione con l’universo insurtech. Questo al fine di evolvere la filiera e arginare il rischio di rimanere schiacciati da player stranieri. L’80% dei progetti insurtech sul mercato hanno obiettivi di breve periodo (1-2 anni) e non ancora di lungo respiro (4-5 anni). Questa visione a breve termine, concentrata su risultati immediati, va a scapito di una lungimiranza che potrebbe far decollare il mercato».

 

 

Il futuro del settore

Ma non c’è solo il tema di investimenti sottodimensionati e di concorrenza con l’estero. Il futuro dell’insurtech italiano si gioca anche su altri due fronti: la disponibilità dei clienti ad acquistare polizze online e la capacità di attrarre talenti con le giuste skill digitali.

Lato cliente, sempre secondo le stime dell’IIA, l’82% delle persone interessate a prodotti assicurativi li acquisterà su canali digitali entro il 2030. Oggi siamo intorno al 42% e prima del Covid eravamo al 33%.

 

Carenza di figure tecniche

C’è poi il tema dei profili tecnici, che sono un problema, perché non si trovano: «Mancano sviluppatori, project manager ed esperti di funnel digitali» spiega sempre Simone Ranucci Brandimarte. «Sono profili molto rari all’interno delle aziende assicurative, ma difficili da reperire anche sul mercato del lavoro. Si tratta di un problema comune a molti altri settori, ma particolarmente sentito in quello assicurativo. Siamo considerati come poco innovativi e interessanti da parte dei giovani laureati italiani. Credo che lo sviluppo dell’insurtech permetterà anche di modificare questa percezione da parte dei giovani talenti, in una prospettiva di lungo periodo, che va da qui al 2030».

 

L’appuntamento

Al di là dei dati presentati dall’Insurtech Investment Index di Italian Insurtech Association (IAA), l’appuntamento per capire tendenze e prospettive per l’innovazione in campo assicurativo, passa per l’Italian Insurtech Summit (https://insurtechitaly.com/event/italian-insurtech-summit-2022). Tre giorni di interventi e confronto, con circa 200 speaker provenienti da oltre 26 Paesi. Il summit inizia oggi 21 settembre e va avanti fino a venerdì 23. L’evento è in formula ibrida offline-online e lo streaming si può seguire gratis, basta registrarsi sul sito.

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