Oggi è il World Emoji Day

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Il 17 luglio è il World Emoji Day, la giornata mondiale della “faccine” che ormai tutti utlizzano per comunicare online, in chat e sui social. A promuovere la ricorrenza, per la prima volta nel 2014, è stato Jeremy Burge, fondatore di Emojipedia, la piattaforma che raccoglie e spiega il significato dei pittogrammi. Secondo l’enciclopedia delle emoji, le più utilizzate sono il cuore rosso, la faccia con lacrime di gioia e quella con gli occhi a cuoricino.

Dall’emoticon all’emoji

I primi a voler creare espressioni e aggiungere emotività alla comunicazione scritta, sono stati due americani, Harvey R. Ball,  che inventò lo “smile” nel 1963, e l’informatico Scott Elliot Fahlman, che il 19 settembre 1982 utilizzò le sequenze “:-)” e “:-(” in un messaggio nella bacheca elettronica della Carnegie Mellon University. Poi ci fu il colpaccio di Ofer Adler, ex broker della Borsa di Tel Aviv: l’idea di animare le e-mail con faccine, buste, stelle gli venne al cinema, nel 1996.

Oggi l’uso dei caratteri tipografici ha ceduto il passo ai disegni in miniatura. Da facce sorridenti e linguacce, si è passati con gli anni a baci, angeli, diavoli. E alle emoticon si sono aggiunte le emoji. Nel 2014 l’Unicode Consortium, che si occupa della standardizzazione delle emoji, ha approvato anche il dito medio. Nel 2015 ha introdotto diverse tonalità per variare il colore della pelle di mani e facce. Le ultime emoji approvate per il 2019, includono sbadiglio, goccia di sangue (per il ciclo), sedia a rotelle, aquilone e nuovi indumenti, animali e alimenti per un totale di 230 disegni.

Ma che vuò?: l’emoji proposta da un italiano

Adriano Farano, imprenditore di successo in Silicon Valley, ha fatto la sua proposta all’Unicode Consortium, per aggiungere, nel 2020, il gesto con le dita a coppa che usiamo per dire “Ma che vuò?“. «Ho sempre pensato che le emoji le avessimo inventate noi italiani. E questo gesto tipico dei napoletani è usato in tutto il mondo e in tutte le culture, ma non nella nostra vita digitale. Così ho studiato un’emoji ad hoc».

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